Continuando l’argomento del post precedente “parlare in pubblico con le metafore“, iniziamo a capire perché sono così importanti.

Ci si può chiedere per quale ragione l’uso libero delle parole e le espressioni metaforiche piacciano più che gli usi propri e i termini specifici; infatti anche di fronte a una ricca scelta di parole appropriate, la gente sembra preferire gli usi traslati.

Ciò può accadere perché il fatto di tralasciare ciò che è a disposizione per andare a cercare qualcos’altro più lontano appare come una dimostrazione di ingegno; oppure perché grazie a un’espressione metaforica chi ascolta viene condotto col pensiero altrove, senza tuttavia essere depistato, e ciò è estremamente piacevole; o ancora perché nella metafora si ritrova, concentrato in una singola parola, un intero concetto e tutto ciò che gli sta intorno; o infine perché ogni metafora, se utilizzata bene (vedi come comunicare in modo efficace?), coinvolge direttamente i sensi, in particolare la vista, che è il senso più acuto.

Nel parlare in pubblico e non solo, le metafore visive sottopongono alla mente, per così dire, ciò che in altro modo non possiamo osservare e distinguere.

Non c’è nulla in natura di cui il nome e l’espressione non possano essere utilizzati in altri contesti; tutto ciò da cui si può trarre un’analogia – e cioè qualsiasi cosa – , può anche suggerire una singola parola che contiene tale analogia e che, utilizzata come metafora, conferisce splendore al discorso.

Negli usi traslati bisogna innanzitutto evitare la dissomiglianza tra i due termini che colleghiamo; in secondo luogo, che il termine simile non sia tratto da ambiti poco noti, perché l’immaginazione viene stimolata più facilmente da qualcosa di cui si è stati spettatori che da qualcosa che è stato solamente sentito. E dal momento che il valore più grande della metafora consiste proprio nel coinvolgere i sensi, bisogna evitare che l’espressione susciti un pensiero turpe nelle menti di coloro che ascoltano.

Non è opportuno nemmeno che la metafora sia troppo alta rispetto al concetto che deve esprimere. Se si teme che l’immagine risulti troppo originale, può essere attenuata anteponendo alcune espressioni come “per così dire” e simili. Infatti la metafora deve essere discreta, come se fosse stata portata, e non fosse stata portata di prepotenza in un posto non suo.

Torneremo presto con altri post sul parlare in pubblico!

One Response to “PARLARE IN PUBBLICO. L’USO DELLE METAFORE”

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