Continuando il nostro affascinante viaggio nel mondo delle mnemotecniche, facciamo una piccola sosta nel Rinascimento italiano. Come già anticipato, le mnemotecniche oltre ad offrire un forte sussidio alla memorizzazione di dati, rivestivano una funzione rappresentativa del cosmo, riflesso nella mente umana.

Ed è proprio questo ciò che venne ideato, e in parte realizzato da Giulio Camillo, detto “Delminio” (Portogruaro, 1480 – Milano, 1544), umanista e filosofo italiano, nel suo Il Teatro della Memoria o .Teatro della Sapienza, Edificio che nel suo intento doveva recare l’impronta mnemonica di tutta la conoscenza universale, codificata e organizzata attraverso schemi di memoria associativa. Fu realizzato in legno e costruito secondo il modello vitruviano in cui avrebbe dovuto essere archiviato, tramite un sistema di associazioni mnemoniche per immagini, tutto lo scibile umano, precursore delle moderne enciclopedie.

Il progetto attraverso le mnemotecniche era in linea con la nuova concezione di teatro che in quegli anni si stava delineando: un teatro che lasciava alle spalle la struttura tradizionale (ove lo spettatore si trova in platea e lo spettacolo si svolge sul palco), per dar vita ad una nuova struttura, nella quale era lo spettatore a trovarsi al centro del palco, mentre lo spettacolo gli si dispiegava intorno. Nel Teatro della memoria, dal palco, si dipartivano 7 gradini, ognuno dei quali era contrassegnato con una diversa immagine (Primo grado, Convivio, Antro, Gorgoni, Pasifae, Talari, Prometeo) e ognuno suddiviso in sette parti corrispondenti ai sette pianeti (Luna, Mercurio, Marte, Giove, Sole, Saturno, Venere). Ognuna delle quarantanove intersezioni che risultavano era contrassegnata da un’altra immagine mnemonica desunta dalla mitologia, che rappresentava una parte dello scibile umano.

Il teatro di Delminio era dunque un vero e proprio edificio della memoria, rappresentante l’ordine della verità eterna e i diversi stadi della creazione. Un’enciclopedia del sapere, riflettente l’immagine del cosmo. In questo progetto si avvertono la tensione tipicamente rinascimentale verso il sapere universale e la conoscenza cosmologica, nonché gli influssi della filosofia ermetica e cabalistica, iniziata da Pico della Mirandola e studiata ancora nel Novecento da numerosi filofi e scrittori.

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