Riprendiamo oggi l’argomento delle mnemotecniche e la loro storia riagganciandoci al post precedente.

Oltre a luoghi realmente esistenti, desunti dall’esperienza comune del memorizzatore, si rivelò di rilievo straordinario per l’arte della memoria, un immenso patrimonio d’architetture bizzarre, paesaggi onirici, immagini stranite.

Grazie ad esse, la tradizione delle arti mnemoniche ha popolato pagine e pagine prima di fantasie verbali, poi di immagini miniate, e infine, dopo l’invenzione della stampa, di incisioni surreali. Così, quando ormai l’esistenza del libro poteva permettere modi meno faticosi di immagazzinamento del sapere, tra rinascimento e barocco le mnemotecniche, da puri artifici rimemorativi, divennero rappresentazioni del sapere universale, enciclopedie virtuali o “teatri del mondo”, come è accaduto ad esempio grazie al progetto di Giulio Camillo Delminio per un Teatro della Memoria, e con la rappresentazione planetaria e universale di Giordano Bruno.

In tali sviluppi sia l’apparato delle immagini modello – che aiutano il ricordo – sia il contenuto ricordato, sia la correlazione paradossale tra i due, costituiscono una rappresentazione dell’universo.

Ed è così che le mnemotecniche, oltre alla loro precedente funzione, (un’esigenza di una più semplice trasmissione del sapere), si rivestirono di un nuovo significato: diventando strumento di una visione del mondo che indaga sui misteriosi rapporti di simpatia e somiglianza che intercorrono tra le cose terrene e quelle celesti, tra mondi visibile e mondo invisibile. Ed è così che esse vanno a confluire nel sapere ermetico e cabalistico, perdendo in parte la loro funzione pratica per acquistare una valenza metafisica, religiosa e filosofica .

Sin dal Rinascimento le artes memoriae non si presentano più come semplice strumento pratico, ma come silloge del sapere, come imago mundi, partendo dal principio che il mondo stesso sia una scrittura divina, e che gli artifici mnemotecnici non facciano altro che riprodurre la “scrittura” cosmica originale.

Ecco l’arte della memoria, tra esigenza pratica e metafisica, tra trasmissione del sapere e riproduzione della cosmologia universale nella mente umana.

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