Come nascono le mnemotecniche?

L’arte della memoria affonda le sue radici in epoche remote, quando oratori e maestri, per i loro studi, non avevano a disposizione null’altro che le loro stesse facoltà mentali. Né strumenti di registrazione, né tantomeno i libri a stampa. I manoscritti erano voluminosi e costosi, le tavolette insufficienti o intrasportabili. Non rimaneva pertanto che affidarsi alla propria capacità mnemonica, aiutandosi con delle tecniche speciali. Le mnemotecniche nascono quindi da una forte esigenza umana di ricordare e tramandare dati (nomi, elenchi di concetti, argomenti ecc.)

Vari gli studiosi e gli inventori di mnemotecniche nel corso della storia. Dall’antichità classica in poi, via via lungo il medioevo e per i secoli successivi, si svilupparono numerose artes memoriae e moltissimi capolavori letterari, ad opera di studiosi, filosofi, scrittori, alcuni di loro anche inventori di tecniche per memorizzare velocemente (vedi memorizzare velocemente. I principi da sfruttare). Tra i maggiori studiosi e teorizzatori dell’arte della memoria, ricordiamo personaggi come Lullo, Aristotele, Platone, Cicerone (vedi come usava le tecniche di memoria Cicerone?), S. Agostino, Giordano Bruno, Leibniz, Delminio, ecc. .

In prima istanza, le mnemotecniche nascono come esigenza di trasmissione del sapere. La memoria era infatti l’unica soluzione alle dimenticanze quotidiane e all’oblio storico. Secondo lo studioso Spangerberg, si dimentica per corruzione, per diminuzione (vecchiezza e malattie) e per ablazione di organi cerebrali. Ora le mnemotecniche non potevano ovviare alla diminuzione e all’ablazione, ma potevano offrire precetti per sopperire alla corruzione, o “dimenticanza delle specie passate”.

Una delle più famose mnemotecniche è quella dei Loci di Cicerone. Diffusasi a macchia d’olio nell’epoca del filosofo (I sec. a. C), questa tecnica è stata oggetto di numerose evoluzioni e modifiche nel corso della storia. Su di essa si sono innestate moltissime altre tecniche simili, ed è stata per lungo tempo la base delle mnemotecniche in generale. Essa, originariamente, consigliava di disegnare nella propria mente una qualsiasi struttura spaziale (palazzo, città, territorio) che permettesse di discriminare tra divisioni e settori diversi. Questi settori (strade, piazze, corridoi, stanze, scale) erano i “luoghi” in cui venivano collocate delle immagini facili da memorizzare (per esempio oggetti noti, oppure al contrario cose, creature o eventi sorprendenti, come statue che rappresentassero fatti terribili e mostruosi, tali da non poter essere facilmente dimenticati). A questo punto si trattava di assegnare a ciascuna di queste figure i nomi o i concetti che si volevano memorizzare .

Continueremo a parlare di mnemotecniche nel prossimo post!!

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