Archive for June, 2010

Dove trovo delle tecniche di rilassamento?

A cosa servono?

E soprattutto, come si applicano le tecniche di rilassamento? Come funzionano?

La ginnastica e l’alimentazione non sono gli unici mezzi in grado di regalarci un corpo bello e armonioso.

Anche il relax ha una notevole importanza poiché ci aiuta a ritemprare mente e spirito.

Non è facile rilassarsi in mezzo alle molte tensioni che la vita ci propone. Spesso non si riesce a trovare il tempo o l’ambiente giusto per farlo, mentre altre volte non si conoscono le giuste tecniche di rilassamento.

Il momento ideale per rilassarsi è la sera, un attimo prima di coricarsi. Tuttavia dopo aver imparato ad ascoltare il proprio corpo abbandonarsi diventa più facile e lo si può fare in qualsiasi momento, per ritrovare energie al lavoro o per calmarsi dopo un lungo litigio!

Esistono delle tecniche di rilassamento fisico e mentale che ti permettono di:

- Gestire gli stati di ansia

- Rilassare il corpo e la mente

- Raggiungere un ottimo livello di concentrazione

- Più vari benefici personali che si possono trarre, es.: Insonnia, sfregamento dei denti, ecc.

Spesso queste tecniche di rilassamento vengono insegnate presso i seminari di tecniche di memoria e metodo (vedi Corso CIAO Memo), aiutano tantissimo a sgomberare e predisporre la mente allo studio.

Oggi hai la possibilità di scaricare gratuitamente le tecniche di rilassamento.

Avrai la possibilità di ascoltarlo tutte le volte che vuoi godendo a pieno dei suoi benefici!

Buon rilassamento!

Oggi parleremo del “sorriso in ogni occasione” approfondendo le microespressioni facciali.

“Foto di gruppo! Dite cheeeese!!” osservando i sorrisi sui volti ritratti in una foto di gruppo, noterete facilmente una serie di sorrisini “plastici”, stampati, creati soltanto inarcando la labbra e mostrando i denti. Ecco un classico sorriso di circostanza. Esso trova spazio in ogni occasione in cui si sorride quasi perché ci si sente obbligati. Questo tipo di sorriso, un po’ forzato, si limita alla contrazione dei muscoli della bocca, lasciando inalterata la posizione degli occhi.

Al contrario, un sorriso sincero, colmo di carica espressiva e comunicativa, oltre alla bocca coinvolge gli occhi, rendendo più profondo e vivace lo sguardo. L’espressione comune “sorridere con gli occhi” intende proprio questo aspetto.

Il sorriso è compagno di viaggio della nostra giornata. Troviamo delle microespressioni e un sorriso per ogni occasione. Non sorridiamo solo se siamo felici. Sorridiamo anche controvoglia; sorridiamo per esprimere rabbia, quando coviamo vendetta e abbiamo in mente un piano diabolico; sorridiamo per esprimere disprezzo, derisione, dolore, per nascondere la timidezza, quando abbiamo ingannato qualcuno che ha accettato la nostra versione dei fatti (il colpevole che inganna la polizia, il ragazzino che dice la bugia ai genitori), sorridiamo quando la nostra colpa è stata scoperta, quando abbiamo ottenuto un traguardo.

In tutte queste occasioni si sorride. Sorrisi del genere danno vita a delle microespressioni sul nostro volto, e la loro durata è fulminea. Subito dopo si tende a riportare i muscoli facciali alla posizione di partenza. Per questo, riconoscerle non sempre facilissimo.

Come riuscirci? Come capire ad esempio, se il sorriso sulla bocca di un amico che scarta il nostro regalo è sincero, oppure se sorridendo vorrebbe in realtà gettare il regalo dalla finestra? Come fare a capire se ci viene detta la verità, se la nostra visita a casa di amici è davvero gradita, se il partner che ci sta giurando sorridendoci di non averci mai tradito è proprio sincero?

A chi non farebbe comodo avere la carta vincente per scoprire tutto ciò?

Come facilmente si intuisce, saper leggere il volto permette di capire meglio le persone che ci sono accanto, e ovviamente, migliorare la qualità della nostra vita.

Chiunque abbia davvero voglia di fare questo salto di qualità, può, accedendo al nostro sito, guardare su e-streaming la lezione sulle microespressioni facciali e informarsi sul corso di PNL.

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La conoscenza per la comunicazione efficace (vedi come comunicare in modo efficace).

C’è un solo aspetto che gli esperti del comunicare sembrano rivendicare come loro proprio, ed è la produzione di un discorso ordinato, elegante e abbellito con qualche artificio stilistico.

Questo discorso, però, se non rivela una profonda e meditata conoscenza del contenuto, o risulta insignificante o suscita la derisione generale.

Che cosa c’è infatti di più ridicolo che un vuoto risuonare di parole selezionatissime e raffinate, senza un pensiero o un contenuto sottostante?

Qualunque argomento di qualsiasi genere o ambito sia, se sarà stato appreso con precisione e profondità, verrà espresso dall’oratore meglio perfino di colui che su quel tema ha una preparazione specifica.

Qualcuno sostiene che ci sono determinati contenuti e contesti specifici dell’arte oratoria e della comunicazione efficace, intendendola come un’attività circoscritta all’ambito giudiziario:

gli si può concedere che in tale settore questa abilità trovi frequenti occasioni per esprimersi, ma è anche vero che in quel medesimo ambito vi sono moltissimi concetti che i cosiddetti esperti di comunicazione non insegnano e neppure conoscono.

Chi infatti ignora che l’efficacia di un oratore consiste soprattutto nella capacità di indurre gli animi di coloro che ascoltano verso un sentimento di rabbia o di odio o di dolore, e analogamente di ricondurli da tali stati d’animo alla calma e all’indulgenza?

Ma questi obiettivi non potrà raggiungerli se non colui che abbia indagato a fondo i caratteri e la forza della natura umana, e abbia compreso in quale modo gli animi degli uomini possano essere infiammati o placati.

Parleremo di comunicazione efficace nei prossimi post

Continuando l’argomento “parlare in pubblico”, spieghiamo oggi cosa si intende per oratore.

Se si stabilisce che l’oratore è colui il quale è in grado di parlare adeguatamente soltanto in un contesto giudiziario, nei processi, o in ambito politico, davanti al popolo e nelle sedi istituzionali, bisogna comunque ammettere che, anche così inteso, l’oratore deve possedere ampie conoscenze culturali. Nemmeno in tali situazioni è possibile destreggiarsi senza una certa familiarità con le questioni pubbliche, con le leggi, con le abitudini sociali e con il diritto, oltre che con l’indole e i comportamenti degli uomini.

Ma anche se si ritiene che l’oratore sia, in termini più generali, colui che è capace di esprimersi in modo ricco ed elegante, come si può pensare che ciò sia possibile senza vaste conoscenze?

Non ci può essere abilità di comunicare se non c’è una solida assimilazione di ciò che si deve comunicare.

Perciò, se vogliamo una definizione completa e precisa di oratore molto abile nel parlare in pubblico, diremo che questo termine, così solenne e degno, spetta a colui che, qualunque argomento gli capiti di dover affrontare, è in grado di trattarlo con competenza, proprietà ed eleganza, sostenuto dalla memoria e con una certa autorevolezza.

Se poi in questa definizione può sembrare esagerata l’espressione “qualunque argomento”, la si restringa pure o la si elimini, ma un punto non si può negare:

che il vero oratore, anche se conosce soltanto gli argomenti che rientrano nell’ambito politico o giudiziario e ignora quelli specifici delle altre arti o discipline, quando deve trattare questi ultimi, una volta che li ha appresi in modo puntuale dagli esperti, li esporrà molto meglio di loro.

Esistono dei corsi di comunicazione e Programmazione Neuro Linguistica – PNL - che ti permettono di apprendere delle strategie e applicarle nella tua comunicazione per migliorarla giorno dopo giorno investendo sulla tua formazione personale.

Torneremo a trattare l’argomento “parlare in pubblico” prossimamente.

L’occasione di parlare in pubblico è certamente la prova più grande per un oratore, e come tale richiede un modo di comunicare più attento (vedi parlare in pubblico. Cosa fare e cosa non fare).

La folla infatti ha in sé che, come un musicista non può suonare senza il suo strumento, così un oratore non riesce a essere davvero eloquente se non c’è una moltitudine che lo ascolta.

Gli errori possibili sono molto e di vario genere:

si deve innanzitutto evitare che la folla cominci a manifestare apertamente disapprovazione, cosa che può verificarsi o per qualche difetto del discorso, o per un tono troppo duro, arrogante, offensivo, volgare o immorale, (vedi parlare in pubblico – altri modi per superare la paura -)

o ancora se si è data l’impressione di un antipatia o di un pregiudizio di carattere personale;

ma la ragione può essere anche l’argomento non gradito, oppure una cattiva disposizione del pubblico per ragioni che non dipendono da noi, come timori o desideri suoi propri.

A ciascuna di queste cause corrispondono altrettante soluzioni:

il rimprovero, se chi parla dispone di adeguata autorità;

un richiamo, vale a dire un rimprovero in toni più lievi;

la promessa che, una volta ascoltato l’intero discorso, esso sarà apprezzato;

infine la richiesta di attenzioni, che è senz’altro un segno di debolezza ma a volte è utile.

In nessun’altra circostanza giovano di più una lieve ironia, la prontezza di spirito, e una battuta espressa con garbo e senza perdere autorevolezza. Niente infatti è così facile come distogliere la folla dal malumore o dall’ostilità con un motto appropriato, breve, sottile e divertente.

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Approfondiremo l’argomento “come parlare in pubblico” nei prossimi post.

Cicerone (vedi come usava le tecniche di memoria Cicerone?) e la bellezza del discorso.

Anche se all’arte di comunicare non si concede il titolo di scienza,

tuttavia non c’è nulla di più nobile di un perfetto oratore:

infatti tralasciando la funzione della parola, che

in ogni società libera e pacifica esercita un ruolo fondamentale,

vi è un tale piacere nella stessa abilità di espressione che

niente di più gradevole può essere percepito dalle orecchie e dalle menti umane.

Quale canto si può trovare più dolce di un discorso armonioso,

quale poesia più riuscita di una sequenza di parole perfettamente ordinata,

quale attore più efficace nell’imitare la realtà,

di un oratore che affronta direttamente la realtà?

E che cosa c’è di più acuto di una serie di pensieri profondi

collegati tra loro in un ragionamento;

che cosa di più mirabile di un argomento illuminato dallo splendore delle parole;

che cosa di più completo di un discorso in cui sono raccolte

cognizioni su ogni genere di temi?

Non c’è tema degno di un esposizione solenne ed elegante che non possa

essere trattato da un vero oratore.

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