Parlare in pubblico, comunicare e ragionare secondo Cicerone.

Chi mira a esprimersi in modo eccellente non deve soltanto possedere quella capacità che gli è propria, vale a dire parlare con scioltezza e facilità, ma anche impossessarsi di quella affine e in un certo senso contigua che è l’arte di ragionare.

Sebbene una cosa sia la discussione, un’altra il discorso, e l’atto di parlare non coincida necessariamente con l’esprimersi in modo eloquente, tuttavia entrambe le abilità rientrano in quella più generale di saper trattare un argomento.

D’altra parte la tecnica della discussione e la capacità di dibattere appartengono specificamente all’arte del ragionamento, mentre l’abilità di tenere un discorso in modo in modo eloquente rientra nell’arte di comunicare. La differenza tra le due consiste nel fatto che l’arte di comunicare è più ampia, mentre quella del ragionamento è più serrata; un buon comunicatore potrà ricavare dalla seconda tutto ciò che si adatta alla prima.

Per essere un valido oratore bisognerà dunque conoscere il significato originario dei termini, i diversi usi che se ne fanno e i tipi di parole, sia prese singolarmente, sia accostate tra loro; sapere inoltre in quante maniere possa essere espresso un concetto, su che basi si possa distinguere tra il vero e il falso, che cosa derivi da una determinata premessa, che cosa sia conseguente e che cosa contrario a un’affermazione; e siccome molte cose vengono dette in modo ambiguo, si dovrà sapere anche come e che cosa sia opportuno distinguere e chiarire.

Questi principi (vedi come comunicare. I 3 livelli della comunicazione) devono essere in possesso anche di chi intende eccellere nell’arte di comunicare (vedi come parlare in pubblico. Cicerone), poiché spesso si renderà necessario applicarli nel discorso; essendo in sé piuttosto aridi, però andranno utilizzati nell’esposizione con una certa eleganza.

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