L’occasione di parlare in pubblico è certamente la prova più grande per un oratore, e come tale richiede un modo di comunicare più attento (vedi parlare in pubblico. Cosa fare e cosa non fare).

La folla infatti ha in sé che, come un musicista non può suonare senza il suo strumento, così un oratore non riesce a essere davvero eloquente se non c’è una moltitudine che lo ascolta.

Gli errori possibili sono molto e di vario genere:

si deve innanzitutto evitare che la folla cominci a manifestare apertamente disapprovazione, cosa che può verificarsi o per qualche difetto del discorso, o per un tono troppo duro, arrogante, offensivo, volgare o immorale, (vedi parlare in pubblico – altri modi per superare la paura -)

o ancora se si è data l’impressione di un antipatia o di un pregiudizio di carattere personale;

ma la ragione può essere anche l’argomento non gradito, oppure una cattiva disposizione del pubblico per ragioni che non dipendono da noi, come timori o desideri suoi propri.

A ciascuna di queste cause corrispondono altrettante soluzioni:

il rimprovero, se chi parla dispone di adeguata autorità;

un richiamo, vale a dire un rimprovero in toni più lievi;

la promessa che, una volta ascoltato l’intero discorso, esso sarà apprezzato;

infine la richiesta di attenzioni, che è senz’altro un segno di debolezza ma a volte è utile.

In nessun’altra circostanza giovano di più una lieve ironia, la prontezza di spirito, e una battuta espressa con garbo e senza perdere autorevolezza. Niente infatti è così facile come distogliere la folla dal malumore o dall’ostilità con un motto appropriato, breve, sottile e divertente.

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Approfondiremo l’argomento “come parlare in pubblico” nei prossimi post.

2 Responses to “COME PARLARE IN PUBBLICO. CICERONE”

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