Nel post precedente abbiamo parlato delle “distanze” della prossemica (vedi prossemica. Le distanze).

Continuiamo a spiegare quali sono le altre caratteristiche.

A influenzare la gestione degli spazi e delle distanze non sono solo le caratteristiche individuali, ma anche la cultura di un popolo. Se un europeo entra in un cinema, cercherà di sedersi nelle file meno affollate. “Un indiano o un arabo farà esattamente il contrario: troverà posto il più possibile vicino a chi è già seduto”, dice Jolanda Guardi, esperta di cultura araba dell’Associazione Italia-Asia di Milano. Ancora, in Occidente è considerato poco delicato fissare le persone per strada o sui mezzi pubblici, mentre chi viaggia in India o in un Paese islamico deve abituarsi allo sguardo insistente dei curiosi, incuranti di “Il motivo sta nel fatto che per i musulmani la distinzione tra pubblico e privato si gioca tutta sulla suddivisione tra interno, legato al femminile, ed esterno, regno dell’uomo”, continua Jolanda Guardi. “Le case arabe, per esempio, sono spoglie esternamente – a differenza delle nostre che vengono abbellite anche con vasi di fiori ai balconi – ma sono decoratissime all’interno. In base alla prossemica e sulla base di questa separazione, una donna che circola liberamente per strada senza velo in teoria appartiene a chiunque la desideri”. Il velo, in questo caso, non serve solo a nascondere, ma anche a creare una barriera protettiva, a “tenere le distanze”. Distanze che si accorciano nel bagno (“hammam”), che le donne frequentano in gruppo, per conversare e socializzare. Il contrario di quanto avviene in Occidente, dove il bagno è il luogo privato e individuale per eccellenza. La forte separazione tra ambiti maschili e femminili porta i musulmani a un avvicinamento tra individui dello stesso sesso: non è raro vedere uomini arabi che camminano per strada tenendosi per mano, senza per questo essere sospettati di omosessualità. Segno che la concezione del corpo e il tabù del “confine invalicabile” variano da cultura a cultura.

Per fare esempi più vicini a noi, capita che italiani e spagnoli siano giudicati invadenti dagli anglosassoni, per la loro abitudine di gesticolare mentre parlano e di avvicinarsi all’interlocutore, pensando di farsi capire meglio. Viceversa, i nordici vengono considerati distaccati e freddi a causa dei loro atteggiamenti molto più statici. Insomma, lo spazio è organizzato secondo schemi che riflettono la cultura e le esigenze degli esseri umani che lo popolano. Ed è proprio lo spazio a parlarci di queste diversità. Imparare ad “ascoltarlo” studiando la prossemica potrebbe essere un modo per conoscere l’altro. E magari accorciare le distanze.

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