Continuiamo a parlare di multitasking.

Nel post precedente abbiamo parlato di “bottom up”. In opposizione a quest’ultimo, ci sono i processi controllati, definiti top down, che sono governati dalla volontà conscia. Sono però seriali (non paralleli) possiamo cioè farne uno alla volta: se stiamo imparando a guidare per esempio, dovremo concentrarci sulle azioni una alla volta, e sicuramente non riusciremmo a chiaccherare con disinvoltura con il vicino, leggere il giornale, truccarci, mangiare!

Quanto tempo ci vuole perché un’azione controllata diventi automatica? Gli studiosi hanno definito che possono occorrere pochi minuti o poche ore per memorizzare una sequenza di azioni, ma perché questa diventi un automatismo, possono passare mesi.

Questo è il motivo per cui, quando per anni appoggiamo un qualcosa al solito posto, non siamo in grado di ritrovarle se distrattamente le abbiamo spostate. Anche se sono pochi metri più in là!

Ma come mai siamo portati a consolidare questi gesti automatici? E’ il nostro cervello che è pigro?

Maurizio Bertollo, ricercatore alla Facoltà di Scienza motorie a Chieti, ci dice che in realtà il nostro cervello (vedi come esercitare il cervello?), come tutti i nostri organi, tende a risparmiare energia e risorse. Seleziona le azioni più efficaci ed efficienti e tende a ripeterle. Queste nel tempo si consolidano fino a diventare automatismi che mettiamo in atto senza nemmeno rendercene conto! E la loro utilità sta nel fatto che ci consentono di non fare grandi sforzi per piccoli compiti e di conservare le energie per momenti di bisogno, e ci permettono di essere più riposati a fine giornata.

Parlando di multitasking vi pongo dunque una domanda: come evitare l’attivazione del “pilota automatico” anche quando non vorremmo?

L’unica soluzione è prestare attenzione a ciò che si fa. In genere lo facciamo solo in situazioni nuove oppure pericolose, ci spiega Mado Proverbio. In questi casi, l’attenzione aumenta. Attiviamo il nostro sistema attenzionale e reticolare e la regione celebrale del cingolo anteriore, che ci permette di correggere gli errori in tempo.

Quando abbiamo poco tempo o siamo troppo concentrati su qualcosa, le nostre azioni diventano automatiche e tralasciamo di fare cose importanti: il compleanno di un amico, la spesa o persino di mettersi le scarpe per uscire di casa al posto delle pantofole (a chi non è mai capitato?).

Si dice che anche il fisico Albert Einstein, mentre meditava sulla teoria della relatività, sia uscito di casa a fare due passi senza pantaloni!

Quindi, i consigli per evitare questi inconvenienti sono:

-          Riposare: almeno 8 ore a notte. Quando siamo stanchi, la nostra attenzione cala.

-          Ridurre i livelli di stress (vedi le tecniche di rilassamento): un eccesso di compiti e di cose da fare non consente al nostro cervello di fare tutto quello che dovremmo. Il trucco è delegare il più possibile ad altri, in questi periodi.

-          I Promemoria: per chi ha fatto il Corso Ciao, basterà usare le tecniche di memoria, per tenere a mente le cose importanti! Ma sono anche funzionali i post-it, l’agenda, un remind nel cellulare, ecc.

-          Trucco infallibile: mettere gli oggetti da ricordarci in vista!

Se vuoi saperne di più su i processi dell’attenzione e della memoria (vedi come funziona la memoria?), vai su formazionepersonale.it!

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