Iniziamo oggi a parlare del multitasking.

Il 90 per cento delle nostre azioni sfugge a un controllo volontario. Sono tante le volte in cui mettiamo “il pilota automatico”, ma la distrazione può farci sbagliare!

Cosa sono i gesti automatici? Sono quei gesti che facciamo ogni giorno e che sfuggono al nostro controllo cosciente. A chi non è mai capitato di salutare qualcuno sovrappensiero  dicendo “Buongiorno!” alle dieci di sera? O di perdere il cellulare e farlo squillare per risalire a dove lo aveva appoggiato? (vedi dimenticanze. Come potenziare la memoria?)

Ebbene, sembra che tutto questo sia normale: come dicevamo prima, il 90 % delle nostre azioni sono automatiche.

Vediamo perché.

Secondo Alice Mado Proverbio, professore associato di Psicobiologia all’Università di Milano Bicocca, innanzitutto il processo comincia dai 5 sensi.

Tutti i nostri parametri fisiologici e molti gesti, come la respirazione, il battito cardiaco, la masticazione, la postura, la locomozione) sono automatici e regolati in modo non volontario da varie aree celebrali.

Continuando a parlare del multitasking possiamo dire che c’è un’altra grossa parte di automatismi svolta dai cinque sensi: l’elaborazione delle informazioni visive, acustiche, tattili, gustative e olfattive. Noi analizziamo costantemente l’ambiente in modo automatico. Ci sono alcuni comportamenti che, a furia di ripeterli, sono divenuti involontari.

In sostanza, solo una piccola parte delle nostre azioni è davvero controllata!

Tutti i gesti automatici sono definiti processi bottom up, cioè gesti inconsapevoli guidati dai sensi e dalla situazione circostante, non dalla volontà. La loro caratteristica fondamentale è che non c’è interferenza fra uno e l’altro, cioè possiamo svolgerne più di uno contemporaneamente: ed ecco che si parla di multitasking.

Esso è semplicemente la capacità di fare più azioni insieme. Non sarebbe possibile se il nostro cervello non avesse questa capacità di automatizzare alcuni processi. C’è però un limite alle azioni simultanee oltre il quale è facile commettere un errore o entrare in confusione.

Secondo gli esperti, la nostra mentre riesce a gestire all’incirca 126 bit di informazioni al secondo. Saturato questo spazio, si entra nella cosiddetta sensazione appunto di confusione, di cui parliamo nel nostro Corso Ciao Evolution, dato che è un ottimo preambolo all’image streaming (vedi image streaming. Cosa è lo “stream of consciousness) e all’entrata in contatto con la nostra parte più inconsapevole.

Continueremo a parlare del multitasking nel prossimo post.

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