Con questo articolo sulle microespressioni facciali (il quinto per l’esattezza) vedremo in vari campi professionali e personali che tipo di applicazioni possa avere questa scienza.

Innanzitutto teniamo a precisarti che  la maggior parte del tempo dedicato alle microespressioni facciali risiede nella ricerca, iniziata con Paul Ekman. Ad oggi sono diversi i centri che si occupano di trovare ulteriori dati, conferme e  statistiche per spiegare ancora meglio cosa sono le microepressioni facciali,  spaziando in campi riguardanti anche: bambini, autismo e così via.

Ecco, se dobbiamo ringraziare qualcuno, sicuramente dovremmo partire dai ricercatori, che ci danno la possibilità ogni giorno di applicare questa meravigliosa disciplina.

Partiamo con degli esempi pratici degli applicativi delle microespressioni facciali:

-Polizia: questo è uno dei campi più interessanti ma anche più difficili in cui applicare le microespressioni facciali, vista l’affluenza di persone abituate a mentire. Le microespressioni facciali, infatti, sono espressioni che si manifestano per 1/5 di     secondo, correlate a determinate emozioni come: sensi di colpa, paura ecc… Ecco perchè se un indagato non prova particolari emozioni in relazione al crimine commesso diventa complesso riconoscere i vari segnali di menzogna.

-Politica: le microespressioni vengono comunque trasmesse subliminalmente a chi ci ascolta. Ecco perchè alcuni politici si avvalgono di esperienza nel trasmettere determinate emozioni tramite le microespressioni. Non essendo tuttavia ancora così conosciute in Italia, sarebbe conveniente impararle e divertirsi tantissimo nel riconoscere i segnali di menzogna dei politici.

-Vendita: un altro campo particolarmente interessante dove applicare tanto il F.A.C.S. (facial action coding system). Riconoscere in un cliente un sorriso trattenuto (ma     sincero) o un segnale di disgusto può fare ampiamente la differenza sulla riuscita di una vendita. Ovviamente mettiamo in guardia futuri venditori da strapazzo: le microespressioni richiedono studio e frequenza attiva. Non basta leggere     due libri, guardarsi Lie to me o scaricarsi due software per conoscerle, quindi      scordatevi il fast food vista la difficoltà nel riconoscere determinate microespressioni (1/5 di secondo!) e la complessità con cui una microespressione si trasmette, spesso e volentieri in combinazioni di  4,5 o 6 muscoli in contemporanea.

-Università / Colloqui: come sarebbe riuscire a sapere immediatamente se siamo o no sulla strada giusta?

-Rapporti interpersonali: nonostante molte persone siano attratte dal conoscere la verità, siate molto cauti, alcune volte queste discipline possono diventare malattie, a volte alcune cose è meglio non saperle :)

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8 Responses to “MICROESPRESSIONI FACCIALI?”

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