Ti sei mai chiesto come mai ci sono persone che “ a pelle “ ti stanno simpatiche e altre invece che dopo 10 minuti di conversazione vorresti non averle mai conosciute? La risposta a questa domanda è data dal fatto che ognuno di noi predilige un canale comunicativo (vedi come comunicare. I 3 livelli della comunicazione) rispetto agli altri e ciò porta a “ descrivere”, “esprimere”, “trasmettere”, “manifestare” un qualcosa con stili diversi. Quindi, quando una persona “ a pelle “ ti sta simpatica probabilmente utilizza il tuo stesso canale comunicativo.
I cinque sensi sono il filtro tramite il quale prendiamo coscienza del mondo che ci circonda e comunichiamo con gli altri; per comodità raggruppiamo i sensi in tre gruppi, cioè la vista, l’udito ed i sensi del movimento e percezione, cioè gusto, tatto e olfatto. Ognuno di noi ha a disposizione questi sensi e li usa continuamente anche se negli anni tendiamo ad usare di più un canale rispetto agli altri. E’ una questione di comunicare per capirsi e capire.
Di solito chi usa di più la vista, detto visivo, tende ad avere una postura più diritta e ad avere lo sguardo rivolto in alto, tende a parlare velocemente con tono e volume di voce alti, tende a parlare per concetti, saltando il ragionamento che ha portato a quel concetto, con un ritmo rapido, utilizzando termini come: vedi, guarda, è chiaro e tutti quei verbi, sostantivi e aggettivi legati alla vista. In genere si innervosisce se l’interlocutore non va subito al dunque in un discorso.
Di solito chi usa di più l’udito, detto auditivo, tende ad avere una postura meno diritta ed a guardare davanti, tende poi a parlare seguendo passo il ragionamento, utilizzando tutto il tempo che serve, e se viene interrotto tende a ricominciare da dove era rimasto, tende a variare il tono ed il volume della voce per sottolineare ciò che dice, senza mai però forzarli troppo; tende ad usare verbi, sostantivi ed aggettivi legati all’udito. Tende ad innervosirsi se gli si mette fretta mentre parla e se l’interlocutore non segue un filo logico nel discorso.
Per capire come comunicare con empatia, di solito chi usa di più i sensi del movimento, detto cinestesico, tende ad avere una postura rilassata e morbida ed a guardare in basso, tende a parlare lentamente, senza seguire un ragionamento preciso, ma riferendo le sue sensazioni, tende ad usare un tono, volume e ritmo di voce bassi, tende ad utilizzare verbi, sostantivi ed aggettivi legati al sentire. In genere si innervosisce se non si pone attenzione a ciò che sente e se l’interlocutore non riferisce le proprie sensazioni.
Attenzione perché tutto questo non ha a che fare con sensibilità, brillantezza ed intelligenza, ma solamente con gli schemi di comunicazione, non commettiamo l’errore di giudicare una persona in base alle sue modalità di comunicazione.
Nella pratica a cosa serve saper esattamente distinguere un visivo da un auditivo e da un cinestesico?
Può far comodo sapere che queste caratteristiche esistono e sfruttare questa consapevolezza per favorire una comunicazione efficace. Se stai parlando con una persona, non ti serve sapere a quale figura astratta si avvicina di più, ti serve però avvicinarti al suo stile di comunicazione perché il messaggio arrivi con più chiarezza possibile. Ricorda che in una comunicazione non è importante l’intenzione, l’importante è il risultato della comunicazione stessa, cioè il messaggio che arriva. Affinché il messaggio sia più chiaro possibile è più produttivo comunicarlo con lo stile più vicino possibile a quello del destinatario. Si tratta, quindi, della voglia che abbiamo di comunicare con la persona che abbiamo davanti, e della voglia di capire come comunicare con empatia.
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[...] mai una persona appena conosciuta può suscitare in noi simpatie o antipatie a primo acchito (vedi come comunicare con empatia). Contrariamente al principio della fisica secondo il quale gli opposti si attraggono, nella [...]
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