Come funziona la suggestione? Nelle definizioni correnti, essa viene spesso confusa con ipnosi, con dominio sulla mente e sulle azioni di un individuo, e cose simili. “Processo attraverso il quale azioni, credenze e opinioni di una persona subiscono l’influsso, al di là di ogni riflessione razionale, della volontà di un’altra persona” è definizione che presenta una visione limitata dei complessi rapporti tra uomo e ambiente.

In realtà la suggestione è un modo fondandamentale di “comunicazione” dell’essere umano con gli altri, con il suo ambiente e con se stessi (autosuggestione). Non c’è comunicazione senza suggestione e viceversa: i due fenomeni sono intimamente legati perchè nascono dallo stesso bisogno di contatto.

Nella comunicazione (vedi come comunicare. I 3 livelli della comunicazione), come nella suggestione, un individuo agisce sul comportamento dell’altro. A scuola, nel lavoro, per strada, in casa, tutto è suggestione: parenti, amici, colleghi, le persone con cui entriamo in contatto hanno su di noi un influenza (e noi su di loro) di cui a volte non siamo consapevoli, perché si tratta di una forma inconscia di comunicazione. Ad esempio il gesto, il tono della voce, i colori (vedi come capire il linguaggio del corpo), i suoni, le immagini, influiscono si di noi a nostra insaputa.

Negare e non sapere come funziona la suggestione , è negare una dimensione costitutiva dell’uomo; censurarla è impedire all’individuo di essere pienamente se stesso e sottrarre all’educazione il terreno privilegiato. Tanto vale tenerne conto e servirsene per la propria formazione personale. Un obiettivo questo che appare anche nella celebre definizione di Lozanov: “La suggestione è una forma di reazione mentale in cui si crea, principalmente in modo inconscio, una speciale attitudine per lo sviluppo delle riserve funzionali dello psichismo umano. La suggestione è al tempo stesso informazione, regolazione e programmazione”.

In questo contesto, compito della suggestopedia sarà quello di eliminare o ridurre al minimo le suggestioni negative che influenzano il rendimento degli allievi nell’insegnamento tradizionale. Ad esempio, osserva Fanny Safèris, l’esperta francese di suggestopedia, “limitando, in ogni singola lezione, a una piccola quantità il materiale da apprendere, si suggerisce agli allievi che non sono nè molto intelligenti, nè molto capaci. Facendo ripetere numerose volte la stessa cosa, si suggerisce loro che non hanno memoria e che l’apprendimento è un esercizio faticoso e noioso. Capendo come funziona la suggestione negativa, si può benissimo capire che la correzione immediata e diretta degli errori è una vessazione che toglie agli allievi spontaneità e fiducia in se stessi”.

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