Come funzionano i ricordi e le emozioni?

Spesso una persona anziana non e’ più in grado di ricordare un evento ormai sepolto nel suo lontano passato, eppure riuscirebbe ancora a provare il brivido dell’emozione che quel fatto, per esempio la nascita di un figlio, ha creato. Anche una persona malata, la cui memoria e’ bruciata per esempio per via del morbo di Alzheimer, non ricorderà  neanche cosa ha fatto 10 minuti prima ma, se quell’evento gli ha creato un sentimento, state pur certi che la sua memoria inceppata lo ricorderà.

Tutto dipende da emozioni e ricordo. Che nesso c’è?

Il nesso è fortissimo. Le emozioni, infatti, lasciano segni indelebili nel cervello: anche quando i ricordi scompaiono le emozioni legate rimangono. E’ una scoperta di Justin Feinstein e Dan Tranel dell’università dell’Iowa. Gli studiosi hanno osservato pazienti con gravi amnesie e visto che, anche se incapaci di ricordare sia pure un minimo la trama di un film appena visto, ricordano e continuano a provare a lungo le emozioni suscitate dal film. Questi risultati hanno implicazioni importanti su due fronti: oggi sono in corso molte ricerche volte a trovare un metodo per cancellare il ricordo di un evento traumatico ma, stando a questo studio, anche se cancelli l’evento doloroso non e’ detto che ciò basti a cancellare il dolore procurato da quell’episodio; inoltre i malati di Alzheimer, pur ricordando poco o nulla di ciò che fanno, hanno ‘ricordi emotivi’ che non vanno dimenticati per offrire loro una buona assistenza. Gli esperti hanno osservato, studiando come funzionano i ricordi e le emozioni, la ”memoria emotiva” di un gruppo di pazienti colpiti da grave amnesia a causa di lesioni al livello dell’ippocampo che e’ la sede della nostra memoria ed e’ fondamentale per il trasferimento delle nuove informazioni nel ‘cassetto’ della memoria a lungo termine. Questi pazienti hanno difficoltà a ricordare qualsiasi informazione in modo duraturo. I neuropsicologi hanno lasciato vedere per alcuni giorni dei film, commedie o film drammatici per suscitare felicità o tristezza in questi pazienti. Pur non avendo problemi a ridere o piangere di un film, i pazienti già a 10 minuti dalla visione non ricordano minimamente ciò che hanno visto. Eppure, e’ emerso, sottoponendoli a dei questionari per valutare il loro stato emotivo, che i pazienti trattengono a lungo le emozioni suscitate dalla visione dei film, soprattutto la tristezza. ”I pazienti continuano a provare le emozioni date dal film, la tristezza più a lungo della felicità, entrambi i sentimenti durano molto più a lungo di quanto persista in loro il ricordo del film”, ha spiegato Feinstein.

Ciò potrebbe significare che non basta cancellare il ricordo di un evento traumatico per eliminare il dolore legato a quell’evento. E’ necessario infatti tener conto di questi risultati per assistere con umanità un malato di Alzheimer: questo non  ricorderà di certo una telefonata affettuosa di un parente, ma manterrà il bel ricordo dell’emozione suscitata da quella chiamata. Al contrario se lo si tratta con non curanza e poco rispetto, la persona malata se ne ricorderà anche se la sua memoria non funziona. Bisogna soltanto capire come comunicare in modo efficace dopo aver compreso come funzionano i ricordi e le emozioni.

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