Dopo aver appreso le regole del gioco mnemonico, basato essenzialmente sull’immaginazione (immagini assurde, grottesche, ridicole, colorate, esagerate…), sarà semplice capire come memorizzare una poesia.
Un testo poetico infatti – complessa disposizione ritmica in cui le parole sono combinate strettamente tra loro da rapporti fonetici e semantici – è essenzialmente fatto di immagini: non c’è poesia senza figure.
Per memorizzare una poesia (se proprio non si riesce a farsi coinvolgere emotivamente da un testo letterario) basterà dunque entrare nel gioco delle immagini: riviverle mentalmente ricorrendo a tutti i nostri sensi e memorizzare velocemente con la visualizzazione.
Proviamo con un pezzo di poesia di Eugenio Montale tratta da Ossi di seppia.
MERIGGIO
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di sterpi.
nelle crepe del suolo o su la vecchia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai caldi picchi.
…
Faremo uso di alcune tecniche che abbiamo imparato: la concretizzazione di termini astratti mediante parole sostitutive e la sequenza di immagini per memorizzare parole chiave e concetti.
Se rileggiamo attentamente la poesia, possiamo notare subito alcune parole che ne formano la struttura: meriggiare, ascoltare, spiar, osservare, sentire.
A questi verbi sembrano appesi gruppi di parole o intere frasi.
Per capire come memorizzare una poesia ecco un esempio, ovviamente soggettivo, di come trasformare un testo per renderlo più facilmente memorizzabile, attraverso le tecniche di memoria:
Meriggiare è Mary che è già pallida (o gioca a palla con Ida) e assorta (ma ditevi che Mary è proprio assurda come aggancio per assorta) presso (o per il prezzo) di un rovente muro (immaginate di mettere la mano sul muro e di sentirlo rovente; o di vedere Mary appoggiata di schiena presso il muro mentre lancia un grido perché si è scottata). Il muro si trova nell’orto. A questa parola dovreste aggiungere un richiamo che vi suggerisca il seguito: invece di orto, immaginate orto pascoli tori; vi ricorderà che a orto segue la parola ascoltare tra. Tra i pruni (saranno anche bruni) e gli sterpi (o storpi) o storpischi, perché seguono schiocchi di…fruste? No, di merli; e frusci di…seta? No, di sterpi (frusci di seta di sterpi?), anzi di sterpinelle (nelle…)
Nelle crepe del suolo o sulla vecchia spia(r). Spiar les filles? No, le file russe (rosse) formiche (potreste immaginarle con la testa di Gorbacëv, o avvolte in una bandiera rossa) che in coro (ch’ora) si rombano (rompono) e ora si fanno le trecce (s’intrecciano) alla sommità di mini briscole (minuscole) buche (o bocche) e ossa.
Osservare tra (le) fronti (frondi) il palpitare, anzi il palpitarello lontano (non di vene) di scogli (scaglie) di more (mare) o di maremme, mentre si lavano (levano) tremanti (tremuli) scorribande di chicchi (scricchi) di cioccolate (cicale) da calve picchiande.
Ora raccontatevi due o tre volte, rivedendola mentalmente, la scena creata da questa sequenza di immagini strane, imprevedibili, assurde. Lasciatevi colpire dagli strano effetti creati dalle parole volutamente storpiate: oltre a rendere più concreti e visualizzabili i vocaboli, questa tecnica serve a tener desta la vostra attenzione. Trovando infatti dei piccoli scogli lungo la sua strada, la mente resta colpita dalle parole, dalle immagini e dai suoni della poesia. Tutto è connesso tra apprendimento e memoria. Noterete quindi di averla memorizzata senza ripeterla noiosamente molte volte o meglio a “pappagallo”, specialmente per chi studia!
Ora che hai capito come memorizzare una poesia, richiedi informazioni sul Corso CIAO e scopri quanto sia facile apprendere in poco tempo e con semplicità!