Serve per la memoria, ma è un esperienza che, oltre a favorire la concentrazione, vi ricarica di energie.

Come si applicano le tecniche di rilassamento?

In un locale tranquillo, lontano da stimoli sonori o visivi troppo intensi, sedetevi comodamente su una sedia. La posizione è quella che l’inventore del training autogeno Johannes Heinrich Schultz chiama “del cocchiere a cassetta”: piedi ben piantati per terra, gambe perpendicolari al pavimento; gomiti appoggiati alle ginocchia, facendo pendere senza tensione gli avambracci all’interno delle gambe, leggermente divaricate; gli occhi socchiusi; la testa ciondoloni, abbandonata.

Abbassate le palpebre e incominciate a sentire il vostro respiro: inspirate ed espirate profondamente, percependo il corrispondente dilatarsi e restringersi dell’addome. Il vostro respiro diventa sempre più calmo e regolare. (E’ vero che il respiro cambia secondo l’umore. Ed è vero anche il contrario: quando il respiro cambia, cambia anche l’umore.) Identificatevi con questo movimento: siete un ritmico entrare e uscire d’aria. Immedesimatevi in questa situazione di calma, rilassando tutti i muscoli che poi all’improvviso allentate completamente. Aiutatevi con un immagine: il vostro piede è come un palloncino gonfiato che, punto con uno spillo, si gonfia e si rilassa. Sentite il piacere di questa situazione di abbandono totale. Ripetete quest’operazione per i polpacci, le cosce, il bacino, l’addome, le braccia, il collo, i muscoli facciali: le guance, il mento, la bocca (forse vi accorgerete che la lingua aderisce al palato; staccatela da esso in modo che non ostruisca il fluire dell’aria nella gola, e sentirete di respirare meglio), la fronte, le tempie, il cuoio capelluto.

Ora siete completamente rilassati, il respiro è calmo e regolare e voi siete in uno stato mentale di rilassamento e concentrazione perfetta: siete il vostro respiro… Siete completamente staccati da tutte le fonti di tensione esterne e interne.

Unite ora pollice, indice e medio per creare il vostro ancoraggio mentale.

In questa condizione di relax immaginate uno schermo: perfettamente bianco, grande, il più bello che abbiate mai visto all’interno di un cinema. Se proprio vi dà una sensazione piacevole, immaginate di essere comodamente seduti su una vellutata poltroncina di questa sala, in cui siete stati davvero, o che state con la vividezza di particolari della vostra immaginazione (percepite anche il profumo all’interno e il colore delle pareti, la sensazione di accoglienza, comodità, intimità).  Iniziando a capire come si applicano le tecniche di rilassamento, si fa lentamente buio in sala, e sullo schermo, a colori vividi, appare il paesaggio più bello che avete mai visto: una spiaggia dalla sabbia bianca e fine come il borotalco, con sfumature rosa. Il mare trasparente come un cristallo, è di color turchese. Una brezza leggera vi accarezza la pelle e vi agita i capelli mentre siete sdraiati sulla spiaggia, o ve ne andate a passeggio. Sentite il sole caldo sul corpo, la sabbia tra le dita dei piedi, gli spruzzi dell’acqua sul viso, sulle gambe e sulle braccia.

Sentitevi fisicamente in questo paesaggio, accogliendo il senso di relax che questa situazione vi offre, anche se soltanto immaginata. Il nostro cervello infatti non distingue tra realtà e ciò che viene vividamente immaginato: nell’uno e nell’altro caso i neuroni reagiranno allo stesso modo.

Dopo essere rimasti  in questa scena rilassante per alcuni minuti, potete rafforzare questo stato, attraverso la visualizzazione dei colori dell’arcobaleno. Proiettate dunque mentalmente sul vostro schermo il colore rosso (potete aiutarvi immaginando un oggetto di colore rosso vivo) per qualche secondo; passate all’arancione, al giallo, al verde, al blu, all’indaco (color melanzana), per finire con il viola.

A questo punto siete pronti per proiettare sul vostro schermo le “immagini” di quanto volete ricordare. Questo è infatti il miglior modo per “concentrarsi”.

Per ritornare allo stato iniziale si raccomanda di visualizzare i colori dell’arcobaleno al contrario, iniziando quindi dal viola… e a questo punto aprire gli occhi, riprendere il tono muscolare, incominciando a muovere leggermente le mani e i piedi, e parlare ad alta voce.

Per riattivarlo quando serve, basterà creare il proprio “stimolo-segnale”, cioè un immagine, una sensazione o l’ancoraggio mentale creato in precedenza per richiamare questo stato di relax.

Da esercizio deve diventare modo di vivere. Il rilassamento, infatti è indispensabile in ogni disciplina mentale: rappresenta il primo gradino per entrare a contatto con se stessi e sviluppare l’attenzione, la memoria, la creatività, oltre all’equilibrio psicofisico.

Dopo aver capito come si applicano le tecniche di rilassamento, potrai scaricarle e notare come questo strumento possa essere utile e fondamentale per te, specialmente se insegnato bene in un seminario sulle tecniche di memoria o sullo sviluppo della creatività e dell’istinto geniale. Chiedi informazioni e prova di persona!

3 Responses to “COME SI APPLICANO LE TECNICHE DI RILASSAMENTO?”

Leave a Reply