Il libero fluire d’immagini ha dato vita anche a straordinarie opere letterarie, artistiche e cinematografiche.  Esiste anche un’affascinante tecnica del flusso di coscienza (stream of consciousness). Stiamo parlando del freenoting e l’istinto geniale. Come nasce il freenoting? Per pima cosa si può dire che consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi.

Il flusso di coscienza è fortemente impiegato nei  romanzi psicologici, ove emerge in primo piano l’individuo, con i suoi conflitti interiori, con le sue emozioni e ricordi, passioni e sensazioni.

Questo genere nasce dopo le pubblicazioni di Freud sulla psicoanalisi, che propone i primi approfonditi studi sull’inconscio. Lo stream of consciousness raggiunge l’apoteosi con lo scrittore James Joyce, che, ispirato dalle pubblicazioni di Freud, nel 1906 realizza la raccolta di racconti Gente di Dublino, Dubliners. In essa Joyce ha realizzato un felicissimo connubio, una perfetta fusione tra realtà, mente, creatività, coscienza e inconscio, servendosi della tecnica del monologo interiore diretto (direct interior monologue), forma derivante dal flusso di coscienza, per la prima volta nella storia della letteratura, ed ecco come nasce il freenoting. Joyce, fiero di questo nuovo stile, decide di amplificarlo nelle sue opere successive, in modo particolare nell’ Ulisse e in Finnegans Wake. Nell’Ulisse, Joyce abbatte  ogni barriera tra la percezione reale delle cose e la rielaborazione mentale. In Finnegans Wake la narrazione si svolge totalmente nel sogno del protagonista. In questo affascinante mondo onirico ogni regola razionale si dissolve, anche la grammatica e l’ortografia. Scompare infatti la punteggiatura e  le parole si fondono tra loro, quasi come per  ricalcare il tumultuoso linguaggio dei sogni.

Attraverso un’accurata osservazione dei processi, si è capito che alcuni processi e dinamiche creative si possono indurre svolgendo un appropriato esercizio, questo è l’obiettivo di uno dei seminari che si occupano di questo genere di formazione, vedi “Ciao Evolution”.

Altro grande scrittore che ha dato libero sfogo al freenoting e l’image streaming è Marcel Proust, autore de Alla ricera del tempo perduto. Da semplici atti quotidiani della vita, egli apriva la strada al mondo dei suoi ricordi, dondolando nelle varietà delle dimensioni temporali. Vi doniamo un piccolo assaggio delle sue righe

“Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di «madeleine». Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria
E ad un tratto il ricordo m’è apparso! Quel sapore era quello del pezzetto di «madeleine» che la domenica mattina a Combray ( giacché quel giorno non uscivo prima della messa ), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.”

Nell’ascoltare la melodiosa armonia di questa citazione, e assaporando il fluire dei ricordi, possiamo notare come nasce il freenoting e come i pensieri e le emozioni risorgono, si disvelano, riprendono vita. Proprio come se fossero vissuti nel momento presente.

One Response to “COME NASCE IL FREENOTING?”

  • Eleonora:

    E’ verissimo, io scrivo tantissimo per scaricare i miei stati d’animo e spesso escono un sacco di spunti utili.

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