La capacità di memorizzare velocemente è da considerarsi un dono innato o che è possibile acquisire?

La scienza punta il dito su questa parentesi molto importante e si espone affermando che questo tema possa rappresentare una vera e propria “stella polare” per orientarsi in biologia: vale a dire la differenza tra le 2 variabili inserite nel titolo di questo articolo.

Se non si afferra bene questo concetto è poi difficile capire molti dei meccanismi cerebrali.

Quando un uomo e una donna si uniscono per concepire un figlio, essi congiungono due delle loro cellule “germinali”: uno spermatozoo e un ovulo. Come è noto, gli spermatozoi compiono una lunga corsa a ostacoli per raggiungere l’ovulo, lo stringono d’assedio e uno solo penetra all’interno, fecondandolo.

E’ altrettanto noto dalla biologia, che queste due cellule iniziali (ovulo e spermatozoo) sono diverse da tutte le altre del corpo per una caratteristica unica: contengono solo 23 cromosomi anzicchè 46.

Unendosi insieme, esse ricostruiscono una cellula con 46 cromosomi, che si raddoppierà in 2, 4 , 8, 16, 32 cellule e così via per dare origine a un organismo completo.

Quello che si sa meno è che gli spermatozoi non sono tutti uguali!

Stessa cosa si può dire per l’ovulo femminile…

Senza addentrarci troppo in questo genere di dinamiche, a conti fatti si può dire che considerando tutte le possibili combinazioni, un figlio che nasce è estratto a sorte tra miliardi di miliardi di figli possibili, tutti diversi l’uno dall’altro.

Il problema dell’intelligenza, così come della naturale capacità di memorizzare velocemente è tutto quì!

Che cosa vuol dire questo in pratica?

Vuol dire che l’intelligenza e le capacità mnemoniche di un individuo dipendono sempre da 2 fattori:

  • i Cromosomi (che determinano ad esempio la buona qualità delle cellule nervose, l’efficienza elettrica nella trasmissione degli impulsi, un buon sistema chimico per il fissaggio delle memorie)
  • e l’Ambiente che offre delle “piscine naturali” , cioè la possibilità di sviluppare le capacità innate, di esercitarsi, di imparare, di arricchirsi di esperienze.

Scegliere quindi un ambiente formativo adeguato allo sviluppo che si vuole avere è di fondamentale importanza.

L’obiettivo dei percorsi formativi studiati su misura è quello di facilitare questo processo affinchè tale arricchimento sia reso possibile.

Questa continua azione combinata di eredità genetica e ambiente è alla base di tutto lo sviluppo umano e anche dell’attività mentale e quindi anche quella mnemonica.

L’aver appreso questo genere di distinzione ci permette di capire perchè il figlio di un analfabeta può essere un genio (che a causa del suo ambiente non potrà sviluppare la sua intelligenza), mentre il figlio di un laureato può essere poco intelligente ma riuscire comunque a prendere una laurea e apparire (e in pratica anche essere) più intelligente del genio analfabeta.

A partire da questo esempio si possono combinare a piacere tutte le possibilità, e divertirsi magari a situare, in questa scala d’intelligenza e di capacità di memorizzare velocemente, i propri amici o presunti tali !!!

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