Le origini della lettura veloce risalgono agli inizi del ventesimo secolo,quando l’aumento esponenziale delle pubblicazioni inondò i lettori con più materiale scritto di quanto potessero riuscire a gestire con una normale velocità di lettura. Tuttavia,i primi corsi si basarono su informazioni provenienti da una fonte piuttosto inaspettata :  l’aviazione inglese.

Durante la prima guerra mondiale, i tattici dell’aviazione britannica avevano scoperto che un certo numero di piloti, durante il volo, non era in grado di riconoscere altri aerei avvistati a distanza.

Nella situazione di vita o di morte di un combattimento, questo era ovviamente un grande svantaggio, e i tattici si misero a cercare una soluzione.

Svilupparono cosi un macchinario chiamato tachistoscopio, in grado di proiettare immagini su un ampio schermo per intervalli di tempo variabili.

Cominciarono proiettando immagini piuttosto grandi di aerei amici e nemici per intervalli di tempo relativamente lunghi(circa un secondo); poi ridussero progressivamente il  tempo in cui l’immagine  rimaneva visibile, nonché le dimensione e l’angolatura delle immagine stessa. Con grande sorpresa scoprirono che,con un po’ di allenamento, una persona media era capace di distinguere immagini di diversi aerei, grandi quasi quanto un puntino, apparse sullo schermo per solo un cinquecentesimo di secondo. Riflettendo sul fatto che, se gli occhi erano in grado di vedere a quella velocita’ straordinaria, la velocita’ di lettura poteva evidentemente essere migliorata in misura notevole, decisero di trasferire queste scoperte nel campo della lettura. Usando esattamente lo stesso macchinario, prima fecero apparire sullo schermo una parola scritta in caratteri molto grandi per una durata di cinque secondi, riducendo poi gradualmente le dimensioni della parola e diminuendo la durata di ogni esposizione. Alla fine riuscirono a proiettare sullo schermo quattro parole contemporaneamente per un cinquecentesimo di secondo, constatando che i soggetti erano in grado di leggerle.

Come conseguenza di queste scoperte, la maggior parte dei corsi di lettura veloce è stata basata su allenamenti mediante flash-card o tachistoscopio (noto anche come “allenamento a schermo fisso”). In media, la velocita’di lettura passava da 200 a 400 parole al minuto.

Al primo impatto sembra incredibile raddoppiare la propria velocità di lettura!

Tuttavia, da un punto di vista matematico, c’è qualcosa che non va. Se l’occhio è in grado di riconoscere immagini (per esempio, un aereo o una parola) in un cinquecentesimo di secondo, allora si potrebbe aspettare una lettura pari a 500 parole al secondo, che equivale  a 30.000 (ovvero un breve libro) parole al minuto! Dove sono finite le altre 23.600 parole? Non rendendosi conto di tutto ciò, gli istruttori continuarono coraggiosamente la loro battaglia con l’aito del tachistoscopio.

Il loro approcio consisteva nel misurare i progressi di uno studente su un grafico diviso per unita’ decimali, da 100 a 400 parole al minuto. Con un allenamento regolare, la maggior parte delle persone riusciva ad aumentare la propria media da 200 a 400 parole al minuto, esattamente la differenza tra uno studente delle scuole elementari e un laureato. Gli studenti che progredivano grazie al tachistoscopio riferivano di sentirsi in generale insoddisfatti dei loro risultati  dopo qualche settimana di “lettura da post-laureato”.

La maggior parte di loro riferiva che, poco dopo la fine del corso, la velocità di lettura tornava inesorabilmelmente al livello precedente. Solo recentemente ci si è resi conto che il normale intervallo di tempo della capacità di lettura va più o meno da 200 a 400 parole al minuto e che la maggior parte delle persone si trova attorno al livello più basso di questa forbice. Alcune dinamiche di lettura veloce, come ad esempio, l’aumento di capacità di lettura osservato durante i corsi condotti  con l’utilizzo del tachistoscopio, in realtà, non aveva nessuna relazione con il tipo di allenamento in sé, ma dipendeva di più dal fatto che gli studenti erano molto motivati per una serie di settimane, e perciò riuscivano a raggiungere il massimo della loro normale abilità. Un’altra spiegazione del fallimento di questo approccio si può trovare  facendo riferimento alla regola di base dell’osservazione: per vedere una cosa chiaramente, il proprio occhio deve essere immobile rispetto all’oggetto che vede. L’ingresso nel ventunesimo secolo porta con sé la consapevolezza del fatto che non sono principalmente gli occhi a svolgere il lavoro di lettura, ma anche il cervello. Questa straordinaria presa di coscienza costituisce la base di un approccio interamente nuovo a questo campo.

La lettura veloce oggi presenta esercizi che permettono di sviluppare le abilità sia degli occhi, sia del cervello, consentendoti di integrarli a formare un unico strumento che ti trasformerà in una “centrale energetica intellettuale”.

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