Archive for March, 2010

“Non basta una buona mente, la cosa più importante è usarla bene.”

Cartesio

Per capire gli ingranaggi che regolano l’apprendimento e la memoria, bisogna farsi qualche domanda interessante.

Che cosa hai fatto fino ad oggi, quando volevi ricordare qualcosa di importante o utile?

Probabilmente hai cercato di assimilare le informazioni che ti servivano attraverso la ripetizione, il metodo meno efficace in assoluto per fissare nella propria mente i ricordi e per apprendere in modo permanente nuovi dati. Il nostro cervello è una risorsa straordinaria, meravigliosa, con illimitate potenzialità, ma nessuno ci ha mai insegnato come usarla correttamente; nella maggior parte dei casi siamo stati abituati ad attingere ad essa con sistemi didattici obsoleti che hanno l’effetto principale di incentivare nei bambini un senso di incapacità, di insicurezza e di inadeguatezza.

Se entriamo in una libreria, troviamo manuali per usare il computer, per coltivare un giardino, per giocare a carte, per prendersi cura di un cane o di un gatto, per imparare le tec- niche del bricolage e per decorare la casa; e troviamo pochissimo sul cervello, su come fare un’operazione a mente, su come usare la memoria in modo davvero efficace.

In uno degli articoli precedenti “Una super memoria a nostra disposizione” hai valutato il tuo incredibile potenziale , riscontrando forse i limiti del sistema di apprendimento tradizionale, basato essenzialmente sulla ripetizione lineare dei dati da memorizzare. In altri articoli di cui abbiamo parlato, si è visto come migliorare la tua capacità di apprendere e ricordare, attraverso l’utilizzo cosciente del cervello e della memoria, come nascono e si sviluppano.

Molte volte viene chiesto quale sia la correlazione tra apprendimento e memoria. Si può affermare con certezza che aumentare la nostra memoria aumenta la nostra intelligenza e che non esiste intelligenza senza memoria.

Approfondiamo adesso le tematiche  facendo riferimento ai casi particolari, quelli che permettono di archiviare informazioni e memorizzare a lungo termine dopo una sola acquisizione.

Per capire ancora meglio le dinamiche che esistono tra l’apprendimento e la memoria, nei prossimi articoli rifletteremo insieme sui casi della vita che ti hanno portato a ricordare delle informazioni in modo permanente dopo averle assunte un’unica volta.

Procederemo quindi verso un approccio nuovo: un approccio che tenga in considerazione anche le dinamiche dell’apprendimento che ognuno di noi possiede come dote naturale, costruendo così un formidabile strumento per un apprendimento veloce e per ricordare per sempre le cose più importanti.

Per vedere e scaricare i dettagli di un seminario di formazione, clicca il link precedente.

Il modo più semplice per cominciare a usare il potere della visualizzazione per manifestare il successo è di praticare la meditazione quotidianamente. Puoi cominciare con pochi minuti al giorno per poi arrivare a periodi più lunghi nel tempo.

Comincia la sessione di meditazione selezionando un determinato obiettivo della tua lista. Assicurati di indossare vestiti comodi e di essere in un posto dove puoi rilassarti per dieci, quindici minuti. Spengi la televisione, stacca il telefono e semplicemente rilassati.

Chiudi gli occhi, e libera la mente da tutte le preoccupazioni del giorno. Questo tempo è tutto per te, per disegnare il tuo futuro e visualizzare il tuo successo. Comincia a pensare all’obiettivo e poi comincia a visualizzarlo. Immergiti letteralmente nell’esperienza della realizzazione del tuo sogno. Visualizza te stesso sul ponte dello yacht,o nell’atto di ricevere un assegno. Immagina la tua famiglia riunita in una serata serena e tranquilla. Immagina te stesso nel momento in cui incontri l’uomo o la donna dei sogni con cui dividerai il resto della vita.

Pensa al processo in questo modo: invece che visualizzare con gli occhi della mente, devi cercare di vivere la situazione che vedi con gli occhi della mente. Immergiti completamente nell’ esperienza. L’immaginazione è il linguaggio del subconscio, e nel momento in cui visualizzi meditando è come se tu parlassi direttamente a quella parte del tuo cervello che hai bisogno di riprogrammare.

Cerca di costruire una immagine mentale il più dettagliata possibile. Visualizza più particolari che puoi. Che tempo fa? Cosa fai esattamente? Più importante in assoluto, senti le emozioni che sperimenti nel momento in cui consegui l’obiettivo. Sentiti eccitato, senti il cuore che galoppa, senti l’entusiamo. La parte emozionale di tutto il processo è molto importante, quindi cerca di coinvolgere le emozioni il più possibile.

Durante la meditazione, se hai pensieri negativi o sentimenti negativi a proposito del tuo obiettivo, fai del tuo meglio per ignorarli durante l’esercizio. Non preoccuparti di come potrai permetterti la macchina o la casa nuova. Non entrare nei dettagli su questo punto. Il tuo compito è solo quello di visualizzare il tuo successo e riprogrammare il tuo inconscio.

Per alcuni è più facile praticare la meditazione prima di dormire. L’inconscio infatti non dorme mai, e se lo programmi con determinate immagini proprio prima di dormire,lui “lavorerà” sul problema durante la notte. Ricordati,il subconscio lavora in modi non sempre così evidenti per aiutarti a manifestare i tuoi desideri e convinzioni.

Fare l’esercizio prima di dormire darà al tuo inconscio più tempo per manifestare il sogno nella realtà.

Se vuoi ascoltare una tecnica di rilassamento guidato, scaricala dal link riportato.

Per altri approfondimenti, puoi leggere l’articolo che ha riscosso un notevole successo su “L’apprendimento veloce e la musica barocca”.

Avendo frequentato da poco un seminario di PNL ed essendo rimasto affascinato da questa neuroscienza, mi sono chiesto: ma come nasce esattamente? Come funziona la PNL?

L’idea centrale della PNL sta nel fatto che il linguaggio del corpo, così come i pensieri e le parole dell’individuo interagiscono tra loro nel creare la percezione del mondo. Modificando la propria visione, detta mappa del territorio, la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie prestazioni. La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere “ampliate” applicando opportune tecniche di comunicazione.

La PNL serve quindi a sviluppare abitudini/azioni di successo, amplificando i comportamenti “facilitanti” (cioè efficaci) e diminuendo quelli “limitanti” (cioè indesiderati).

Il cambiamento avverrebbe riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo (una tecnica chiamata modeling, o modellamento).

La PNL fu promossa in origine dai fondatori Bandler e Grinder negli anni settanta come una forma straordinariamente efficace e rapida di terapia psicologica, affermando che potesse essere d’aiuto nella cura di fobie e disabilità di apprendimento, addirittura tramite una singola sessione di un’ora. Anche un modo di comunicare per capirsi e capire.

Michael Heap in un articolo sulla PNL scritto nel 1988 per The Psychologist, la rivista mensile della Società psicologica britannica, riferisce di un annuncio sentito presso un seminario di PNL in cui si sosteneva che i problemi di pronuncia potessero essere eliminati in cinque minuti tramite un NLP Training Programme.

Per capire meglio come funziona la PNL, Bandler e Grinder scrissero in The Structure of Magic (1975) che: “Il (…) desiderio in questo libro non è mettere in discussione la qualità magica della nostra esperienza su questi stregoni terapeutici, ma piuttosto indicare che questa magia che compiono – psicoterapia…come altre attività umane complesse quali dipingere, comporre musica, o mandare un uomo sulla luna – ha una struttura ed è, quindi, imparabile, dato le risorse adatte. Nostra intenzione non è nemmeno sostenere che leggere un libro può assicurare che abbiate queste qualità dinamiche. Non desideriamo in particolare rivendicare che abbiamo scoperto “il giusto” o il più potente approccio alla psicoterapia. Desideriamo soltanto presentare un insieme specifico di strumenti che ci sembrano essere impliciti nelle azioni di questi terapisti, in modo che possiate cominciare o continuare il processo infinito per migliorare, arricchire e ampliare le capacità che offrite per assistere le persone.”

Perchè questo nome?

Il nome scelto dai fondatori della disciplina sintetizza tre componenti:

  • Programmazione, cioè la capacità di influire sulle modalità di comportamento variabili e fondate sulla percezione e sull’esperienza individuali. Tramite la PNL si interverrebbe su una gamma predefinita di comportamenti (programmi o schemi), che funzionano in modo inconsapevole ed automatico;
  • Neuro, ovvero i processi neurologici del comportamento umano, basato su come il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso e li rielabora come percezioni e rappresentazioni;
  • Linguistica, che definisce il sistema con cui i processi mentali umani sono codificati, organizzati e trasformati attraverso il linguaggio.

Se anche tu sei rimasto affascinato da questo argomento, informati per capire ancora di più come funziona la PNL e per incrementare la tua formazione personale.

Procedendo nel nostro viaggio sulle ali della creatività, e meglio ancora parlando di Image Streaming, eccoci immersi in un’ulteriore tappa dello stream of consciousness (il freenoting e l’istinto geniale): le affascinanti opere della scrittrice virginia Woolf, in particolare Diary. Seguendo la scia di Joyce, Proust  e Sterne, Virginia Woolf abbandona la  narrazione tradizionale del dialogo diretto  per inabissarsi nel flusso di coscienza e nel monologo interiore. Grazie a questo stile, la nostra scrittrice realizzava il suo obiettivo: “umanizzare i personaggi” ed  esplorare  la loro interiorità, i loro sogni, ricordi, desideri.  Esplorava  quell’ nell’interiorità altrimenti inattingibile, “celata com’era dietro il luccichio dei bottoni della giacca o dello sparato“. Celata cioè dietro l’aspetto esteriore dell’io,  proteso sul mondo fisico e sociale.  La realtà esteriore perde ogni consistenza oggettiva, ed è considerata solo nella sua influenza sulla psiche umana.

Rivolgiamoci ora all’arte, ed esploriamo per un attimo il mondo del surrealismo e di Salvador Dalì. Il Surrealismo è un movimento artistico d’avanguardia fondato da André Breton in Francia, nel periodo fra le due guerre. Esso mirava a superare l’osservazione e la riproduzione realistica degli oggetti, rivalutando le percezioni dell’inconscio, rifiutando la logica e la civiltà a favore di una totale libertà di espressione.  A Parigi Salvador Dalí frequentò Picasso, Miró, Breton ed Éluard e, attratto dalle loro opere, aderì al surrealismo, di cui fornì un’interpretazione estremamente personale. Nel 1934,  abbandonò il gruppo surrealista di Parigi, e nel 1939  si trasferì negli Stati Uniti.

La pittura surrealista di Dalí è incentrata sull’illusionismo, su un’intensa concentrazione di immagini, spesso legate ad ossessioni sessuali, e in generale di conflitti e rappresentazioni interiori.  Per Dalì, stream of consciousness ed imagine streaming erano pane quotidiano. Egli infatti aveva di fronte al suo letto un’enorme tenda bianca. Al suo risveglio, con l’immaginazione,  proiettava su di essa tutte le immagini che vedeva nei sogni, per poi fissarle immediatamente su tela. Comunque fosse il sogno, ad occhi aperti o chiusi, quella tenda era la sua fedele alleata.

Nella piena consapevolezza di non poter esaurire in queste righe  la storia del freenoting e l’imagine streaming, vi invitiamo soltanto ad assaporarne la magia, e perché no, a rendervi protagonisti di queste strategie attraverso dei seminari (vedi CIAO Evolution). Ascoltate la vostra mente, date libero spazio alle vostre intuizioni! Noi tutti non siamo che delle piccole parti della genialità dell’universo. Giunti al termine di questo viaggio, vi salutiamo con una citazione di Giuseppe Moscati, da un suo discorso agli allievi di medicina: “Ogni piccola onda riposa nell’immenso oceano, così è per l’essere umano:  l’intera biblioteca dell’universo è nascosta  dentro ognuno di voi. Portatela alla luce! Pensate in maniera creativa, seguite l’intuizione che proviene dalla sorgente del vostro essere. Le potenzialità del mondo sono illimitate, così come il potenziale dell’evoluzione umana è illimitato. La vostra anima nella vita e nella morte è invincibile”

Informati per assistere ad una dimostrazione del corso CIAO Evolution, iniziando ad apprendere lo stream of consciousness ed utilizzare l’image streaming.

Il libero fluire d’immagini ha dato vita anche a straordinarie opere letterarie, artistiche e cinematografiche.  Esiste anche un’affascinante tecnica del flusso di coscienza (stream of consciousness). Stiamo parlando del freenoting e l’istinto geniale. Come nasce il freenoting? Per pima cosa si può dire che consiste nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi.

Il flusso di coscienza è fortemente impiegato nei  romanzi psicologici, ove emerge in primo piano l’individuo, con i suoi conflitti interiori, con le sue emozioni e ricordi, passioni e sensazioni.

Questo genere nasce dopo le pubblicazioni di Freud sulla psicoanalisi, che propone i primi approfonditi studi sull’inconscio. Lo stream of consciousness raggiunge l’apoteosi con lo scrittore James Joyce, che, ispirato dalle pubblicazioni di Freud, nel 1906 realizza la raccolta di racconti Gente di Dublino, Dubliners. In essa Joyce ha realizzato un felicissimo connubio, una perfetta fusione tra realtà, mente, creatività, coscienza e inconscio, servendosi della tecnica del monologo interiore diretto (direct interior monologue), forma derivante dal flusso di coscienza, per la prima volta nella storia della letteratura, ed ecco come nasce il freenoting. Joyce, fiero di questo nuovo stile, decide di amplificarlo nelle sue opere successive, in modo particolare nell’ Ulisse e in Finnegans Wake. Nell’Ulisse, Joyce abbatte  ogni barriera tra la percezione reale delle cose e la rielaborazione mentale. In Finnegans Wake la narrazione si svolge totalmente nel sogno del protagonista. In questo affascinante mondo onirico ogni regola razionale si dissolve, anche la grammatica e l’ortografia. Scompare infatti la punteggiatura e  le parole si fondono tra loro, quasi come per  ricalcare il tumultuoso linguaggio dei sogni.

Attraverso un’accurata osservazione dei processi, si è capito che alcuni processi e dinamiche creative si possono indurre svolgendo un appropriato esercizio, questo è l’obiettivo di uno dei seminari che si occupano di questo genere di formazione, vedi “Ciao Evolution”.

Altro grande scrittore che ha dato libero sfogo al freenoting e l’image streaming è Marcel Proust, autore de Alla ricera del tempo perduto. Da semplici atti quotidiani della vita, egli apriva la strada al mondo dei suoi ricordi, dondolando nelle varietà delle dimensioni temporali. Vi doniamo un piccolo assaggio delle sue righe

“Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di «madeleine». Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria
E ad un tratto il ricordo m’è apparso! Quel sapore era quello del pezzetto di «madeleine» che la domenica mattina a Combray ( giacché quel giorno non uscivo prima della messa ), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.”

Nell’ascoltare la melodiosa armonia di questa citazione, e assaporando il fluire dei ricordi, possiamo notare come nasce il freenoting e come i pensieri e le emozioni risorgono, si disvelano, riprendono vita. Proprio come se fossero vissuti nel momento presente.

Sull’onda del telefilm “Lie to me” ecco un nuovo argomento destinato ad illuminare gran parte del “linguaggio del corpo”, spesso e volentieri insegnato in maniera superficiale ma che contiene al suo interno tante consapevolezze da approfondire, come ad esempio le microespressioni facciali.

Ma quanto c’è di vero? E soprattutto la mimica facciale cos’è?

Tanto, per iniziare a studiarle adesso e finire tra 40 anni (come il Prof. Ekman insegna), ma troppo poco per un uso comune.

Da non confondere infatti con la PNL (programmazione Neuro Linguistica). Una neuro scienza moderna che ha tra i vantaggi primari il miglioramento personale e un utilizzo 24 ore su 24.

Alcuni seminari di PNL approfondiscono anche questo genere di tematiche.

Le microespressioni facciali in linea teorica hanno dei fondamenti saldi. Nel pratico visto che interagiscono 2 o + persone, iniziano a vacillare per via di determinate problematiche:

1)ciò a cui poca gente da veramente importanza è l’ambiente in cui si crea una microespressione. In mezzo ad una strada e/o con altre persone e/o tra mille distrazioni, le microespressioni hanno un valore pressochè pari allo zero. Provare per credere.

Bisogna prima chiedersi come favorire la naturalezza e la sintonia in chi ci sta davanti. E tu sai creare sintonia?

2)facciamo circa 60.000 pensieri al giorno, quasi 1 al secondo. Come facciamo a sapere con sicurezza matematica che quella microespressione sia dovuta a ciò che crediamo noi e non ad un pensiero conscio o inconscio generato da chi ti sta davanti???

Non sappiamo quindi come capire il linguaggio del corpo.

3)la veridicità delle microespressioni dipende in larga misura dalle abilità di chi le analizza (il lightman group nel telefilm lie to me) , quindi prima di partire in quarta spendendo soldi in corsi e libri sulle microespressioni fatti queste domande:

    • come posso comunicare efficacemente?
    • come si costruisce una domanda?
    • come posso raggiungere un atteggiamento neutrale?
    • chi me le insegna, quanti anni di formazione e quanta esperienza ha alle spalle?

e soprattutto……. A COSA SERVE CONOSCERE LE MICROESPRESSIONI FACCIALI?

Se la risposta è: capire chi mi prende in giro e se il mio/ la mia partner mi hanno fatto le corna non riuscirai mai ad ottenere un atteggiamento neutrale!

Continua…

Impara le tecniche di riconoscimento delle 6 emozioni primarie decodificate da Paul Ekman frequentando

il SEMINARIO IN MICROESPRESSIONI FACCIALI

oppure guarda i post scritti “microespressioni facciali. Il corso” e “microespressioni facciali?

oppure richiedi informazioni di approfondimento