La strategia per memorizzare i numeri, accomuna alcune considerazioni fatte in due post precedenti, in “Memorizzare le formule scientifiche”“Mnemotecniche, la loro storia”.

Come già argomentato da Cicerone, lui pensa che noi faremmo bene a cercare di utilizzare immagini e figure concrete per rappresentarci idee astratte ed invisibili, affinché ci sia possibile ricordarci di queste ultime con una maggiore facilità e rapidità.

Prima di procedere con spiegazione della tecnica utilizzata per memorizzare i numeri è bene fare una premessa sull’importanza di utilizzare memorizzando attraverso le immagini.

Le immagini possono essere valide per ricordare sia “cose” (res, cioè idee, concetti), sia “parole” o “numeri” (verba), e risultano quindi utili sia al momento del ritrovamento degli argomenti (inventio), sia a quello dell’adattamento delle parole alle cose scoperte (elocutio).

Particolarmente interessanti a questo proposito sono le indicazioni date da Cicerone dell’Ad Herennium, il quale consiglia la creazione di “immagini agenti” («agentes imagines»), immagini che cioè facciano un qualche effetto per la loro bruttezza o bellezza, comicità o oscenità, e risultino in questo modo più memorabili. E dicendo queste cose l’autore dell’Ad Herennium pensa soprattutto ad immagini umane che con le loro azioni ed con i loro atteggiamenti possano meravigliare, intimorire, divertire. D’altronde Cicerone consiglia in particolare all’oratore l’uso di maschere e di personaggi teatrali, in quanto particolarmente efficaci al fine di ricordare il più rapidamente possibile determinati concetti ed idee:

« Più propria dell’oratore è la memoria delle cose; e questa possiamo annotarla mediante alcune maschere [«singulis personis»] ben disposte, in modo tale da poter afferrare i pensieri per mezzo delle immagini e l’ordine per mezzo dei luoghi. »

(M. T. Cicerone, Dell’oratore, cit., II, LXXXVIII, 359)

Per quanto riguarda poi le indicazioni che da  l’autore a proposito delle immagini da utilizzare, esse sono piuttosto varie e poco precise: la caratteristica principale che questi devono avere è quella della chiarezza, della semplicità e dell’ordine.

Detto questo, entriamo dal vivo nella strategia che si occupa specificatamente del memorizzare i numeri.

LA CONVERSIONE FONETICA

La conversione fonetica è una tecnica inventata dal matematico tedesco Stanislaus Mink von Wennsshein e divulgata da Leibniz.

Permette di memorizzare dei numeri, associando ad ogni cifra un suono particolare.

Nel dettaglio:

Num. Suono Lettere Esempio
1 dentale T, D thè, dio, due, atto
2 nasale N, GN neo, anno, gnè
3 mugolante M amo, mio, emme
4 vibrante R ara, re, oro, erre
5 liquido L, GL ali, lui, aglio, li
6 palatale C, G ciao, oggi, ci, gi, agio, gelo, cielo
7 gutturale CH, K, GH occhio, eco, chi, qui, ago, gei, acca
8 labiodentale F, V ufo, uva, via, uffa, avvio
9 labiale P, B boa, ape, oppio, oboe
0 sibilante S, SC, Z sei, esse, zio, ozio, ascia, scia

Per convertire una parola in un corrispondente numerico (e viceversa) vanno rispettate alcune regole:

  • Le vocali non corrispondono a nessuna cifra, quindi non vanno considerate;
  • Le consonanti doppie vanno considerate come un unico suono;
  • Bisogna sempre valutare il suono che la lettera produce.

Quindi facendo un esempio, tratto dal corso di memoria Ciao, potremo descrivere quale sia la conversione appartenente alla parola

“APPRENDIMENTO” in questa sequenza di conversione:

“PP – R – N -D -M – N – T”  in base alle 3 regole riportate sopra diventerà

PP = 9

R = 4

N = 2

D = 1

M = 3

N = 2

T = 1

Questo e altro ancora deve essere applicato ad esempio per memorizzare delle formule scientifiche molto complesse.

Vedremo nei prossimi articoli altri tipi di applicazione.

5 Responses to “MEMORIZZARE NUMERI”

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