Come già argomentato nei post precedenti sul come superare la paura del parlare davanti ad un pubblico, oggi parleremo del cosa fa sì che un messaggio sia più  incisivo rispetto ad altri.

Bisogna fare attenzione a ciò che si dice e a come lo si dice.

Esistono infatti 3 livelli principali di comunicazione: verbale, paraverbale e non verbale.

  • LIVELLO VERBALE

la capacità di esprimersi è stata considerata troppo a lungo il solo requisito richiesto ad un bravo COMUNICATORE, ma solo il 7% della comunicazione, affermano gli esperti, è influenzato dalle parole.

E’ indiscutibile che un buon linguaggio faciliti notevolmente il processo comunicativo, anche se deve essere corredato da una serie di altre qualità per essere efficace. Una regola da tenere sempre a mente è “parlare semplice = parlare chiaro”. Usare un linguaggio tecnico o forbito, senza spiegarlo, crea distacco  e può generare risentimento in chi ascolta. Bisogna quindi adattare il linguaggio al livello culturale e allo stile dell’uditorio. Quanto più invece si ricorre ad esempi concreti, analogie o aneddoti chiarificatori, tanto efficace sarà il messaggio.

  • LIVELLO PARAVERBALE

Tono, timbro, volume e inflessione della voce, influisce invece per ben il 38% della comunicazione.

E’ quindi fondamentale utilizzare il tono per mettere in risalto ciò che ci interessa, variarlo per tenere desta l’attenzione e fare delle pause strategiche per marcare un concetto importante. Per quanto riguarda il volume è utile iniziare con un livello elevato per dare sfogo positivo alla propria energia nervosa e poi modificarlo a seconda delle circostanze.

Gli atteggiamenti non verbali sono lo strumento più efficace che si possa utilizzare. Il restante 55% infatti dipende da contatto visivo, gestualità, posizione e movimenti.

I nostri gesti, le nostre espressioni, tutto il linguaggio del corpo è il più forte supporto visivo che si possa dare alla comunicazione.

Una gestualità energica, il sorriso e, in generale, l’utilizzo di un linguaggio del corpo coerente e che segue quello che si dice, può fare la differenza tra un buon discorso e uno eccellente.

La prossemica, cioé la gestione dello spazio, è di rilevante importanza nel caso si trovi a parlare in piedi di fronte ad una o più persone.

Provate a fare una battuta spostandovi nell’angolo della sala, poi tornate vicino alla lavagna a spiegare argomenti più teorici. Fatelo più di una volta; dopo un po’ le persone avranno associato ad una parte del palco rilassatezza ed a un’altra grande attenzione. Quando però il messaggio da veicolare è particolarmente importante, personale e sentito, la posizione da assumere deve essere centrale, ferma e associata ad una comunicazione totalmente congruente.

Il come comunicare e il cosa comunicare ,se allineati, riescono a imprimere alla comunicazione una congruenza che spesso viene definita “Carisma”.

La consapevolezza da avere sui 3 livelli di comunicazione è nè più e nè meno quella che avremmo se parlassimo 3 lingue diverse in contemporanea, dalle quali è impossibile dissociarsi.

Solo una formazione mirata e specifica può portare ad acquisire questo genere di capacità che, se reiterata nel tempo, diventa un’abilità vera e propria.

Queste 3 lingue sono appunto i 3 livelli della comunicazione: Verbale, Paraverbale e Non verbale.

Clicca qui per avere una scheda informativa sull’argomento.

8 Responses to “COME COMUNICARE. I 3 LIVELLI DELLA COMUNICAZIONE”

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