Dopo aver parlato nel post precedente dei primi 3 modi sul come superare la paura del parlare in pubblico, passiamo in rassegna gli altri 3 modi facendo delle altre opportune considerazioni.

4) Applicare tecniche di rilassamento e visualizzazione: dei respiri molto profondi sono un ottimo inizio per stimolare il diaframma e scaricare    tutta la tensione accumulata. Un esercizio invece di straordinario effetto è quello di immaginarsi ripetutamente ad eseguire i passaggi chiave del discorso con grande successo; persone davanti attente e sorridenti, se stessi al 100% dell’energia e congratulazioni finali da parte del proprio uditorio.

Maxwell Maltz nel suo testo più famoso “Psicocibernetica” afferma testualmente: “… la nostra mente non distingue un’esperienza vividamente immaginata da una realmente vissuta” e se questo corrisponde al vero, basti pensare a come ci si sveglia nel bel mezzo di un incubo! Se bisogna immaginarsi  il risultato di una nostra performance (qualsiasi essa sia) tanto vale esagerarla positivamente, e comunque costa uguale!

5) Prepararsi un’apertura efficace. Gli esperti di comunicazione non verbale affermano come bastino 4 o 5 secondi per crearsi un’idea di una persona; c’è chi dice poi che i minuti seguenti servano a confermare quell’idea! E’ importante quindi iniziare con un sorriso e con parole precise e molto ben curate.

6) Memorizzare i punti chiave del discorso dà sicurezza e trasmette grande competenza. Esistono delle strategie molto efficaci che si possono imparare in alcuni seminari per conoscere con grande disinvoltura sia i dati del proprio discorso (articoli, leggi, numeri, ecc.) sia i nomi e i cognomi delle persone, cosa in genere molto gradita poiché dimostra attenzione ed è estremamente efficace per creare rapporto con chi ascolta.

Dopo aver elencato i 6 modi per superare la paura del parlare in pubblico, vediamo quali altri aspetti intervengono in questa magnifica dote che, se allenata, può diventare un’arte.

ROMPERE IL GHIACCIO

L’apertura del discorso è il momento critico: come dicevamo il gruppo dei partecipanti inconsapevolmente esprime un giudizio sullo speaker in questi primi minuti. Giudizio fondato più su elementi di natura emotiva che razionale … ma la freddezza dei primi minuti può essere superata ricorrendo ad alcune strategie:

- Aprire con una domanda: il vantaggio è di far immediatamente interagire i partecipanti superando l’opposizione tra speaker ed uditorio.

- Aprire con una storia o con una citazione, che però abbiano una morale chiara da sfruttare come messaggio introduttivo.

- Stimolare la curiosità. Ad esempio: “Signori, in questa busta c’è la risposta ad un nostro annoso problema, ma non vorrei aprirla prima di …”.

-Aprire con un giro di tavola di presentazione (se il numero lo consente) o raccogliere informazioni dai partecipanti.

Tutti questi aspetti, resi automatici, creano quelle condizioni necessari per far passare in maniera più funzionale il messaggio che si vuole far passare.

Il sentiero necessario per arrivare al raggiungimento non solo di una capacità ma di una abilità oratoria, passa inevitabilmente da una tappa legata ad una formazione mirata sulla comunicazione da esprimere davanti a un pubblico.

Nei prossimi post continueremo questo percorso  informativo su un tema che affonda le sue radici sin dal V secolo avanti Cristo.

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