Quante volte ci è capitato di non riuscire a farci capire dai nostri interlocutori?

Quante volte abbiamo difficoltà ed esprimere le nostre idee, i nostri sentimenti o le nostre emozioni?

Quante volte ci è capitato di avere pensieri e comportamenti poco produttivi  nei confronti di noi stessi che non ci hanno permesso di sfruttare al meglio le nostre qualità non riuscendo a capirne il motivo?

Il ruolo della comunicazione oggi, assume sempre più importanza sia socialmente sia culturalmente.

Il capirsi e il capire sono due dinamiche strettamente legate tra loro.

Partiamo dal principio, ossia da cosa intendiamo per comunicazione.

Comunicare, non vuol dire solo entrare in relazione con gli altri ma anche con noi stessi.

Siamo in grado di comunicare non solo con le parole, ma  anche attraverso la tonalità della voce, con la nostra fisiologia, le espressioni del viso e movimenti del nostro corpo. Insomma è impossibile non comunicare, entrare in relazione con chi ci sta intorno ma anche con noi stessi.

Sosteneva il filosofo russo Gurdjieff (1827-1949). Tutto ciò che ascoltiamo, ma anche tutto quello che pensiamo, lascia una traccia nella nostra mente, che presto o tardi viene elaborata e influenza la nostra vita.

Le parole che pronunciamo o ascoltiamo, vanno ad agire sulla nostra mente e sul nostro corpo, diventando materia attraverso un particolare percorso chimico-fisico che parte dall’orecchio fino ad arrivare ai nostri organi.

Dal timpano, i suoni che udiamo arrivano fino al cranio verso una struttura denominata coclea situata nell’orecchio interno, lo fanno vibrare e poi si incanalano nel nervo acustico, dove stimolano il nervo vago (situato nel cranio), che si dirama verso gli organi della respirazione, della digestione e della circolazione controllandoli. Questo vuol dire che pensieri e parole sono strettamente legati alle reazioni del nostro corpo.

Le parole che utilizziamo, quando raccontiamo di un’esperienza o di un evento hanno il potere di farci star bene o creare disagio, di avere delle credenze potenzianti o depotenzianti, influenzando la nostra fiducia, l’autostima e i rapporti interpersonali.

Ecco perché l’importanza di acquisire una maggiore consapevolezza sulla nostra comunicazione, rendendola più efficiente e soprattutto efficace, in modo da gestire l’effetto che ha su di noi e sui nostri interlocutori. Sicuri che avremo risultati soddisfacenti e riusciremo a rendere migliore la nostra vita proprio iniziando ad agire sull’interazione con noi stessi e con gli altri.

La comunicazione più funzionale inizia dal cumunicare per capire se stessi e poi gli altri oppure anche capendo meglio gli altri riuscire a comunicare meglio con se stessi.

6 Responses to “Comunicare per capirsi e per capire”

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