Come è possibile migliorare la propria creatività, e cosa si intende per punto E?

Prima di rispondere a questa domanda, è interessante prendere qualche spunto da chi, di creatività, ne ha avuta da vendere!

Verso la fine dell’ottocento le industrie dell’abbigliamento si accorsero di avere un problema.

Le scarpe. I calzari di moda all’epoca erano alti e pesanti, poco pratici da chiudere. Fu l’inventore della macchina da cucire, Elias Howe che pensò ad un sistema di chiusura tramite ganci uniti da un cordoncino. Era l’intuizione che poi avrebbe portato alla cerniera lampo. La quale arrivo grazie alla creatività dello svedese Gideon Sundback (1880-1954), che fissò la cerniera su due lembi di stoffa.

Ma non era tutto: fu necessario il pragmatismo di Bertram G.Work, nel 1923 per arrivare alla moderna e comune zip, commercializzata come accessorio. I cervelli di Howe, Sundback e Work avevano molti punti in comune, però hanno lavorato diversamente.

Perché intuizione, creatività e pragmatismo parlano linguaggi differenti.

<<Nei tre momenti>>, dice Paolo Legrenzi, docente di Psicologia all’università Iuav di Venezia con alle spalle anni di studi sui processi creativi, <<noi adottiamo combinazioni diverse delle aree celebrali>>.

L’intuizione è forse lo stato più affascinante.

La famosa “lampadina” oggi è più chiara agli scienziati.

Si trova nell’area del cervello nel lobo temporale destro,dietro alla tempia, verso l’ orecchio.

Ribattezzato “punto E” (in omaggio alla celebre esclamazione di Archimede, <<Eureka>>)

è l’aria che si accende quando scopriamo all’improvviso un’idea chiave o la soluzione a un problema.

Quando seguiamo un ragionamento di tipo “classico” per risolvere un rompicapo, invece questa zona resta a riposo.

Ma come funziona il “cervello intuitivo”?

E più portato alle emozioni, innanzitutto. Perché stando a una ricerca dell’Università del san Raffaele di Milano, il coinvolgimento emotivo ci fa ragionare più velocemente, con maggiori probabilità di arrivare a intuizioni inattese. Inoltre, accade una cosa curiosa: quando arriva il lampo di genio, il nostro cervello attiva la corteccia temporale e frontale, come se, con questo, “spegnesse” tutti gli altri pensieri e attività cerebrali, possibili fonti di distrazione.

<<Però attenzione, le intuizioni migliori sono quelle che abbiamo nei campi dove siamo più esperti. Le altre possono essere fallaci>>.

E non è detto, poi, che un cervello più propenso alle intuizioni sia anche un cervello più creativo.

Perché la creatività è un’altra cosa: è la capacità di non arrivare direttamente alla soluzione ma fare una strada diversa, più affascinante.

Non importa l’arrivo, insomma, ma il viaggio, anche se tortuoso e pieno di rischi.

Il cervello creativo è complesso e, ad osservarlo dalle neuro-immagini degli scienziati,sembra una danza: un valzer tra il lato destro e quello sinistro, ossia l’area delle emozione e l’area della razionalità. E’ così: secondo un esperimento condotto all’università di Lund, in Svezia, nel “creativo” la circolazione sanguigna si attiva in entrambe le regioni anteriori, ossia le regioni anteriori, ossia i lobi frontali. Nei meno estrosi, si è visto che nei testi il flusso del sangue continua solo nel lobo sinistro, ossia si continua a ragionare con il pensiero razionale.

<<La vera creatività non vuol dire risolvere il problema, ma creare soluzioni più fantasiose…attivando il  punto E !!>>.

11 Responses to “CREATIVITA’, SCOPRI IL TUO PUNTO E !!”

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