Una delle tecniche più efficaci che la Pnl mette a disposizione in fase di ascolto, è il cosiddetto “Backtracking“.

Durante una conversazione tra 2 soggetti (medico-paziente, avvocato-cliente, consulente-cliente, ecc), al fine di aumentare la nostra capacità di comprensione, da ambo i sensi, applicare il backtracking, vuol dire ripetere i concetti principali che l’altro ha appena terminato di esprimere, utilizzando in massima parte le sue stesse parole.

Questo è un ottimo sistema per verificare di aver inteso pienamente il messaggio.

Piuttosto che interpretare o parafrasare le frasi che ha pronunciato la persona, e di cedere alla tentazione di ricorrere a termini più “tecnici”, è opportuno che chi da il messaggio (emittente) si sforzi di parlare lo stesso linguaggio del suo interlocutore (ricevente).

In questo modo si attivano i cosiddetti “yes sets”, espressione che significa, letteralmente, “schemi del si”;

poichè le affermazioni di chi comunica “riproducono” quelle dell’interlocutore, quest’ultimo si mostrerà naturalmente d’accordo e sarà portato ad annuire, a dire di si.

I “yes sets”, come del resto anche alle altre applicazioni della PNL, contribuiscono a creare un clima di mutua intesa e collaborazione.

Backtracking significa letteralmente “ripercorrere all’indietro” ed è appunto una strategia di programmazione neuro linguistica in fase di ascolto.

E’ il processo di ripetizione puntuale delle parole del nostro interlocutore, laddove, come abbiamo visto, la parafrasi consiste nel presentare i concetti espressi dal ricevente in una forma nuova, ricorrendo a parole diverse da quelle scelte da lui.

In Pnl,il backtracking può essere descritto come una sorta di “rispecchiamento verbale” che consente di ridurre al minimo il rischio di distorcere la comunicazione del ricevente e incoraggia quest’ultimo a rilassarsi, a concentrarsi e ad aggiungere, eventualmente, informazioni ulteriori.

“Ogni persona può parlare ed esprimere la sua opinione solo dopo che ha ri-esposto accuratamente le idee e i sentimenti della persona che ha parlato prima, tanto che questa ne sia soddisfatta”.

Quando le persone raccontano di sè, in effetti, le parole utilizzate sono tutt’altro che scelte a caso.

Le parole selezionate e pronunciate sono significative ad un livello personale.

E’ vero che le parole e le espressioni hanno un significato condiviso dalla maggior parte delle persone; è altrettanto vero, tuttavia, che ciascuno ne ha una personale percezione e che, soprattutto, ad esse è collegata una diversa esperienza soggettiva.

Lo studio di queste dinamiche e altre sono parte dei percorsi specialistici di Pnl.

2 Responses to “LA PNL IN FASE DI ASCOLTO. LA TECNICA DEL “BACKTRACKING””

  • [...] “Noi diventiamo ciò che ascoltiamo” [...]

  • Louise Goodman:

    Molto interessante. Le parole scelte accuratamente dalle persone che comunicano determinano come desidererebbero che chi ascolta percepisse il loro messaggio. Per poterlo fare bene sia la persona che parla che quella che ascolta devono conoscere la comunicazione e lalingua ( Italiano, Inglese…) che riflette la loro cultura allo stesso livello …….. temi molto stimolanti da approfondire ….

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