Sul fatto che i nostri avi avessero un livello di consapevolezza molto alto lo sanno in molti, ma il fatto che fossero dotati di una memoria senza confini lo sanno solo in pochi!

  • Chi di voi oggi si sente di avere una memoria scarsa, insoddisfacente, che li abbandona spesso nel momento del bisogno?

L’enorme mole di informazioni che ogni giorno apprendiamo ci sembra a volte troppa per la nostra “scatola” celebrale. Così nasce la credenza che con l’invecchiamento la perdita del ricordo sia un passaggio obbligato. In realtà esistono modi per sfatare questo mito toccando con mano il risultato, e in questo gli antichi la sapevano più lunga di noi. Vediamo perché.

LA MEMORIA E LE SUE TECNICHE

Molti non sanno che esistono diverse strategie per ricordare meglio e non perdere i tesori della mente nell’oblio della quotidianità. Queste tecniche nascono già sicuramente dai popoli più antichi, molto prima che esistesse la scrittura, i quali riuscivano a ricordare intere generazioni di nomi e fatti, conservandoli soltanto a mente.

La memorizzazione orale era uno strumento fondamentale per tramandare le proprie radici, le origini intrinseche della propria stirpe e quindi del singolo individuo. Specialmente nell’epoca storica precedente alla nascita della scrittura, gli antichi avevano perciò una buona memoria naturale, e non perché avessero fatto un corso, ma semplicemente perché la tenevano allenata, non avendo un supporto cartaceo dove annotare gli elementi da tenere a mente. In qualche modo, si arrangiavano: e anche dopo, nonostante la scrittura, molti popoli continuarono a trasmettere storie, leggi, alberi genealogici e fatti di cronaca semplicemente raccontandoli.

IN GRECIA: SIMONIDE DI CEO

Per citarvi un esempio, vi riporto il nome dell’inventore dell’arte della memoria: Simonide di Ceo.

Ce ne parla Cicerone nella sua opera, il “De Oratore”, dove ci racconta la leggenda che lo riguarda: Simonide, trovandosi a banchettare con altri invitati in una sala, sfuggì quasi miracolosamente al crollo del soffitto, e fu l’unico in grado di identificare i cadaveri dei commensali (irriconoscibili a causa delle ferite) perché aveva tenuto a mente il loro posto occupato al tavolo. Grazie a questo evento singolare (e anche un po’ tragico), il nostro personaggio imparò l’importanza che avevano per la memoria l’ordine mentale e le immagini.

LA PROVA DI MEMORIA PIU’ ECLATANTE

Prima di concludere l’argomento, per dare un’ulteriore dimostrazione della tesi che stiamo cercando di dare, cioè che la nostra memoria non ha confini, non possiamo non citare il più importante degli autori greci.

Il massimo padre di tutta l’epica e della letteratura occidentale: Omero. Ci sono varie questioni circa la sua esistenza, ma indipendentemente da questo possiamo affermare che le sue opere, l’Iliade e l’Odissea, sono poemi estremamente lunghi e ricchi di dettagli. Come potevano gli aedi, cioè i cantori dell’epoca che giravano per la Grecia narrando storie, ricordare perfettamente a memoria tutta quella mole di informazioni?

Alcune tesi sostengono che le due grandi opere sono in realtà un collage di molte storie, condensate anche per comodità in due poemi soltanto. Pisistrato, tiranno di Atene durante il VI secolo a.C., decise durante il suo periodo di governo di uniformare e dare ai poemi una forma scritta, che fino ad allora (dal IX secolo) erano stati tramandati solo in forma orale. Questa però rimase viva fino al III secolo d.C. almeno nel regno d’Egitto, comportando altri mutamenti e cambiamenti.

Questo significherebbe che una persona, solitamente di età avanzata, era in grado di ricordare più di 15.693 versi a memoria! E questi sono solo il numero di versi dell’Iliade: se consideriamo anche l’Odissea, si aggiungono altri 12.110 esametri. Insomma, altro che lista della spesa.

Questi e altri esempi non sono altro che un modo per ricordare a noi stessi che possiamo fare di più, nessun confine è stato messo alla nostra mente.

Per avere un maggior approfondimento sulle metodologie di apprendimento rapido che mirano a far ottenere questo genere di risultati,

clicca qui

http://formazionepersonale.it/pagine/studia_home.asp

2 Responses to “LA MEMORIA NON HA CONFINI: GLI ANTICHI LO SAPEVANO”

Leave a Reply