La memorizzazione e la ripetizione non avviene solo in campo scolastico, ma anche in campo musicale, dove bisogna ricordarsi passaggi,accordi o anche interi brani. Ciò è comune per le persone che praticano questa disciplina per studio o per passione ma, volendo, tutti riusciamo a farlo senza dover compiere un grande sforzo.
La nostra memoria ci supporta anche in tutto ciò che riguarda la musica, come quando ci ritornano in mente con molta semplicità le nostre canzoni preferite o un motivetto orecchiabile. Anche un numero di telefono è più facile ricordarlo se lo dividi a gruppi e gli dai una sua melodia; e che disastro se te lo dicono con un altro ritmo o cadenza…
- Come funziona la nostra memoria in questi casi? E quali aree entrano in gioco?
Quando si compie un’attività, entrambi i tipi di memoria (a breve e a lungo termine) sono interessati: la prima, che risiede nell’ippocampo e nel lobo frontale anteriore sinistro,elabora le nostre conoscenze e le abilità acquisite nell’infanzia o nel corso degli studi e le trasmette all’area delle abilità tecniche che coinvolgono il cervelletto e il sistema motorio. Poi, nell’attimo in cui si compie l’azione,tutto si sposta nell’area della memoria recente (che si trova nella corteccia frontale esterna), così che si possa fare qualcosa e ricordarla in futuro.
- Ma,nel campo della musica intervengono anche altri tipi di memoria, come la memoria tattile, che permette al musicista di posizionare le dita nel modo corretto, di ricordarsi i passaggi e la loro sequenza.
- Fondamentali sono anche la memoria uditiva per quanto riguarda la melodia,
- quella visiva per ricordare gli spartiti o accordi che siano,
- quella semantica per l’armonia, e nel caso della musica cantata,
- anche la memoria emotiva e quella verbale per ricordare le parole,il loro significato e tutto ciò che sta dietro esse.
Questi tipi di memoria,con le loro relative aree cerebrali,sono coinvolti nell’esecuzione di un brano musicale e tutti i concertisti ne sono provvisti, anche chi non è Mozart…o Hendrix.
- Molto spesso (e qualsiasi musicista potrà confermarlo) accade che la memoria vada avanti spontaneamente,ed ecco che le mani seguono automaticamente un loro tracciato,come se parte della memoria vivesse al loro interno,così che esse sanno da sole cosa fare e come muoversi.
Io sono un musicista (si fa per dire
) e frequentando il corso di tecniche di memoria sono riuscito a: migliorare notevolmente le diverse aree prima accennate,sviluppare la mia creatività e preparare canzoni (musiche e testi) in pochissimo tempo!!!
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gran bel post
non avevo mai pensato alle dinamiche che entravano in gioco nella memorizzazione della musica nemmeno quando suonavo!!!
[...] Abbiamo articolato ancora meglio questo approfondimento durante “la memoria nella musica“. [...]