Si parla da tempo ormai di come sia possibile stimolare e gestire le giovani menti nell’iter scolastico.

La figura del docente assume sempre di più oggi un ruolo innovativo che va oltre al vecchio ruolo del docente che da semplici “informazioni”.

La necessità di incamerare molte più nozioni rispetto al passato fa si che il ruolo dell’insegnante sia molto più completo rispetto a quello di un tempo.

Non è più sufficiente dare “informazioni” , le giovani menti hanno un disperato bisogno di ricevere “Formazione”.

In questo contesto, riportiamo qui di seguito uno stralcio di politica adottata da una delle pochissime scuole che in Italia di distinguono per questo tipo di approccio.

Sarebbe utile che diverse scuole prendessero spunto da questo genere di ricontestualizzazione della figura e dell’approccio che necessita avere il docente di oggi.

  • Il futuro di un paese, accompagnato al livello della qualità di vita dei propri cittadini, dipende in diretta misura dallo sviluppo e dalla gestione delle proprie giovani menti.
  • La fuga delle menti è un problema che va assolutamente frenato e, in seguito, rivalorizzato.

La scuola “Empedocle” con le sue 2 sedi (Messina e Catania) guida con esempio, credendo in questo genere di valori:

Il nuovo ruolo del Docente: da depositario assoluto del sapere a guida propositiva affinchè il discente diventi da semplice ricettore passivo di informazioni a costruttore attivo di conoscenza.

Abbiamo sempre pensato alla Scuola come a una “Comunità Scientifica Educante” che – come recita il Rapporto Faure dell’Unesco – ha lo scopo di promuovere la crescita dell’uomo e del cittadino attraverso l’approccio critico e scientifico alla cultura.

Spetta alla Scuola coltivare con assidua cura le facoltà intellettuali, creative e personali dell’uomo mentre ai docenti è deputato il ruolo di sviluppare rettamente la capacità di giudizio, la volontà, le ambizioni e l’affettività; promuovere il senso dei valori; favorire le giuste attitudini e i saggi comportamenti; introdurre nel patrimonio culturale acquisito dalle generazioni precedenti il sapere scientifico utile per una proiezione nel futuro; preparare per la vita professionale, stimolare il rapporto amichevole tra alunni di diversa indole e condizione, inducendoli ad aprirsi alla reciproca comprensione.

Se questa è la natura della Scuola, chi opera in essa come docente è per natura sua un “Educatore”, un formatore. Il suo compito supera di gran lunga la figura del semplice docente. In quanto Educatore, egli è chiamato a promuovere la “formazione integrale dell’uomo”. Questa comprende lo sviluppo di tutte le facoltà dell’alunno, la sua preparazione alla vita professionale, la formazione del suo senso etico e sociale, la sua educazione religiosa.

Il Docente nella Scuola “educa” la persona attraverso una modalità specifica: l’approccio critico alla cultura umanistica e scientifica.

Il Docente diventa educatore quando non si limita a presentare agli studenti una serie di valori, come contenuti astratti e meritevoli di stima, ma suscita nei discenti la libertà rispettosa degli altri, il senso della responsabilità, la sincera e continua ricerca del sapere, la critica equilibrata e serena, la solidarietà e l’altruismo, la sensibilità verso la giustizia, il senso del dovere e dell’impegno quotidiano, la coscienza di essere chiamati a diventare agenti positivi di cambiamento in una società in continua evoluzione.

La sua opera educativa tanto più sarà efficace, quanto più sarà realizzata in “équipe” con gli altri colleghi, in stretto rapporto con chi collabora a qualsiasi titolo nella scuola ma soprattutto con i genitori.

Anche noi riteniamo che solo andando oltre a tutta quelle serie di abitudini che, non solo non permettono lo sviluppo della mente dell’allievo, ma addirittura la rendono pigra e noiosa, si può costruire una nuova strada formativa.

Per approfondimenti sul metodo si consigliano questi 3 link:



Leave a Reply