Il memorizzare senza memorizzare è un tema che riguarda la nostra parte inconscia.

Ci sono almeno 2 grandi esperti mondiali che hanno contribuito a svelare l’enorme universo che si nasconde dietro l’atto di riconoscere consapevolmente fatti, informazioni o persone.

Partiamo dal primo dei due.

  • Il neurologo Antonio Damasio ha studiato le vittime della prosopagia, una condizione in cui un danno cerebrale ha distrutto l’abilità conscia di una persona di riconoscere un volto. Damasio mostrava ai suoi soggetti delle foto di vari volti, alcuni di amici e parenti, altri di persone famose, ed altri ancora di perfetti sconosciuti. I soggetti non riuscivano a riconoscerne consciamente neanche uno. Ma mentre guardavano un volto familiare, la conduttività elettrica della loro pelle aumentava in modo significativo: segno di reazione emotiva. Damasio concluse che i suoi soggetti, in realtà, riuscivano a riconoscere i volti ad un livello inconscio ma, a causa della loro malattia, questo riconoscimento non riusciva a penetrare all’interno della mente conscia. Un fenomeno analogo si verifica durante l’effetto blindsight, letteralmente vista cieca. Qui descritto come “memorizzare senza memorizzare”. Le persone rese cieche da un danno cerebrale, invece che da un danno agli occhi o ai nervi ottici, pare che siano ancora in grado di vedere. Soltanto che il loro cervello non riesce ad attribuire un senso agli impulsi visivi.
  • La seconda esperienza fu compiuta all’università di Cambridge. Il dottor Anthony Marcel chiedeva ai suoi pazienti che soffrivano di questo disturbo di trovare alcuni oggetti che gli aveva posto di fronte, loro allungavano la mano ed afferravano gli oggetti agilmente senza brancolare o andare a tentoni, con una sicurezza che sarebbe stata impossibile senza vista.  Altri sperimentatori hanno mostrato che questi soggetti, quando viene chiesto loro, riescono a scegliere delle specifiche sagome da una gamma di forme diverse.

In un modo molto simile, le percezioni sinestesiche che provengono dal nostro cervello limbico sembrano inondare la nostra corteccia cerebrale senza che la maggior parte di noi se ne renda conto. La nostra parte razionale blocca questi segnali fuorvianti al di fuori della nostra consapevolezza, ma nonostante ciò i loro sottili effetti si diffondono nella nostra esperienza inequivocabilmente, come la reazione galvanica della pelle dei pazienti prosopagnosici del dottor Damasio e la sorprendente destrezza dei pazienti del dottor Marcel.

Una accurata capacità nel memorizzare e nel far emergere nuove intuizioni si presenta durante l’applicazione dell’Image streaming , tecnica messa a punto in America da uno scienziato del Michigan, Win Wenger che punta ad aumentare la nostra innata ma limitata tendenza a creare sinestesie spontanee.

E’stato ormai più volte dimostrato che seguire opportuni seminari specifici sull’argomento porta nel giro di 2 mesi ad aumentare i livelli del proprio quoziente di intelligenza nutrendo riflessi positivi sulla capacità di ricordare le informazioni.

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Tracce sinestesiche ricorrenti di questo tipo emergono in alcune espressioni nella conversazione, come ad esempio quando parliamo quanto il colore blu sia “freddo”, della “dolcezza” della voce di una donna, o della qualità “penetrante” di un suono. Queste metafore non hanno senso razionalmente, eppure le capiamo  istintivamente.

Alcuni ristoratori sostengono questo concetto istintivamente affermando “la musica di sottofondo mentre si mangia cambia il gusto di ogni cosa” .

Dunque, il flusso infinito delle percezioni inconsce arricchisce e stimola la nostra intelligenza e il nostro memorizzare in modo nascosto.

One Response to “MEMORIZZARE SENZA MEMORIZZARE”

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