Il metodo comunemente usato per imparare a memoria qualcosa è quello della ripetizione che consiste nel leggere e ripetere continuamente le informazioni fino ad impararle.

Oltre ad essere il sistema meno efficace in assoluto per la memorizzazione, esso provoca un’insicurezza che nasce durante l’infanzia e si radica con il tempo; spesso infatti le informazioni vengono dimenticate in tempi più brevi di quanto sperato.

È esperienza comune studiare intensamente un argomento con il metodo della ripetizione e non con le tecniche di memoria e accorgersi qualche mese dopo di non ricordarsi più nulla o quasi. Perché questo si verifica e come risolvere questo problema?
Memoria a breve, medio e lungo termine
Possiamo individuare tre tipi di memoria diversi che si differenziano per il periodo di permanenza dell’informazione acquisita:
memoria a breve termine: acquisisce dati che rimangono a disposizione per un tempo compreso fra pochi secondi e due settimane circa;
memoria a medio termine: tra due settimane e un anno;
memoria a lungo termine: dati che possono rimanere a disposizione per tutta la vita.
Perché un’informazione si colloca in un tipo di memoria piuttosto che in un altro? Riducendo all’osso la questione possiamo pensare ai tre tipi di memoria come a tre contenitori distinti. Quando si acquisisce un’informazione nuova, essa si colloca nella memoria a breve termine e, se non viene più ripresa, è destinata ad essere dimenticata; utilizzandola invece in maniera cosciente almeno una volta, essa si sposta nella memoria a medio termine; se infine si utilizza questa informazione varie volte, questa viene trasferita nella memoria a lungo termine.
Per fare un esempio immaginiamo di conoscere una ragazza di nome Giulia. Durante le presentazioni il suo nome va a collocarsi nella memoria a breve termine. Nel corso della serata ci capita di chiamarla per nome (o semplicemente di pensarlo), in questo modo l’informazione viene spostata nella memoria a medio termine. Un paio di giorni dopo decidiamo di invitarla ad una festa, a questo punto il suo nome viene trasferito nella memoria a lungo termine e saremo così in grado di ricordarlo per molto tempo.
Naturalmente quello utilizzato sopra è un modello didattico atto esclusivamente alla comprensione del funzionamento di base della memoria. La collocazione di un’informazione nella realtà non prende in considerazione solo quanto il dato viene utilizzato ma è il risultato dell’analisi di molte variabili. Nonostante questo, il modello dà una rappresentazione a grandi linee esatta di quello che accade comunemente. Il motivo per cui le cose studiate con la ripetizione svaniscono è che sono spesso collocate nella memoria a medio termine a meno che l’argomento venga costantemente ripreso. Da notare che questo accade nonostante l’elevato numero di volte in cui le informazioni sono utilizzate. Come si può quindi stanziare dei dati nella memoria a lungo termine senza un lavoro lungo e faticoso?

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