Per quanto concerne la memorizzazione e l’intelligenza, un noto studioso, avanzò la teoria delle intelligenze multiple secondo cui si possono distinguere sette tipi di intelligenza diverso ognuna dei quali reggenti capacità diverse ed indipendenti.

I test per la misurazione del quoziente d’intelligenza usati tuttora prendono in esame solo due o tre tipi di intelligenza individuati dallo studioso risultando quindi di affidabilità parziale. Si è comunque potuto osservare che il cervello è in generale suddivisibile in due emisferi con compiti differenti:

  • l’emisfero sinistro svolge generalmente le funzioni logico-razionali;
  • l’emisfero destro che dualmente presiede le facoltà intuitive e creative molto utile ai fini della memorizzazione.

I sistemi educativi moderni e più in generale la società attuale, tende a valorizzare il primo emisfero lasciando quindi il secondo “poco allenato”. Si è notato che il potenziamento di quest’ultimo emisfero, proprio perché meno sviluppato del sinistro, porta a sostanziali miglioramenti delle facoltà intellettive generali.

Poiché le tecniche di memorizzazione utilizzano processi creativi e dinamici per la corretta assimilazione dei dati, esse giocano un ruolo fondamentale nel potenziamento dell’emisfero sotto-utilizzato.
Si può quindi affermare che l’incremento dell’efficienza mnemonica, provocando l’assimilazione di una maggiore quantità di informazioni da elaborare ed un miglioramento delle facoltà creative, provoca un aumento delle capacità intellettive.
Il modo più naturale di pensare è quello dell’associazione mentale. Fin da bambini ci è stato insegnato che quell’oggetto strano in cucina con quattro gambe si chiama tavolo; da allora, ogni oggetto con la stessa forma è diventato per noi un tavolo, come è logico che sia. Dobbiamo, quindi, se vogliamo memorizzare una qualsiasi informazione, imparare ad associare. Occorrono delle associazioni molto precise per distinguere due informazioni simili, ma sostanzialmente diverse: ad esempio, TAVOLO è diverso da SCRIVANIA, anche se la forma è simile. Se l’associazione viene fatta solo per esercizio, occorre sempre partire da un punto preciso, con una immagine precisa.

Proprio per questo ci chiediamo: COME FUNZIONANO DI PRECISO LE IMMAGINI?

Questa è una di quelle domande che possono realmente fare la differenza in ciò che facciamo, visto che il dilemma diventa più ampio e corrisponde ad un secondo quesito che è: MEMORIZZARE MEGLIO CHE SIGNIFICATO HA?

A nostro modo di vedere memorizzare più velocemente e con più efficacia ha un significato molto più importante del semplice imparare ad apprendere, noi lo chiamiamo in un modo molto semplice ma anche molto incisivo: SPOSTARE I LIMITI. Quanto sia importante nella vita di ognuno di noi vivere la possibilità di scoprire le infinite potenzialità della nostra mente anche solo riuscendo ad aumetare del 30-50% la velocità di memorizzazione lo sa solo chi si sia dato la possibilità di frequentare corsi come il seminario C.i.a.o. (come imparare ad organizzarsi) di cui vanno tutti estremamente fieri per ciò che i partecipanti si siano portati via da tempo.

Grazie ad ognuno dei lettori di aver dato la possibilità di scoprire come le Tecniche di memoria possano rendere più incisivo l’apprendimento di testi, racconti, giornali, libri di qualsiasi difficltà e genere, da Analisi matematica a Kafka, in fin dei conti è solo un metodo, come andare in bicicletta, una volta imparato rimarrà per sempre.

4 Responses to “La memoria e l’intelligenza”

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