Il tema dell’apprendimento veloce non può non passare davanti alla scena che avreste se adesso davanti ai vostri occhi ci fosse un bambino.

Ormai è risaputo che dai zero ai 3 anni avviene qualcosa di unico e miracoloso all’interno della nostra mente, dopo questo periodo la scacchiera dei nostri pensieri è già pronta, la partita inizia e giochiamo con quelle pedine che noi e chi ci ha educato ha predisposto.
Dall’incrocio tra la genetica e l’ambiente emergono spunti estremamente interessanti, che ci pongono domande di questo tipo:

“geni si nasce o si diventa?”

e volendo rientrare nei panni di quella nostra parte che è rimasta fortunatamente bambina, potremo spingerci a chiedere:

“Cosa c’è di diverso quando tutto è uguale?”

“Cosa mi permetteva di elevarmi, di essere cosi spontaneo, ricco di talento, favoloso?”

“Cosa bastava per essere cosi orgoglioso?”

“Quanto ho perso da quel momento ad oggi per via della paura di sbagliare, di sentirmi giudicato, di non essere all’altezza?”

“Come posso oggi riprendere quelle risorse o quantomeno una parte per ricordare a me stesso chi sono?”

“Cosa posso iniziare a fare?”

“Cosa posso smettere di fare”

“Cosa posso fare di più?”

“Cosa posso fare di meno?”

A delle belle domande è bene dare delle grandi risposte.

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