Archive for January, 2010

Si parla da tempo ormai di come sia possibile stimolare e gestire le giovani menti nell’iter scolastico.

La figura del docente assume sempre di più oggi un ruolo innovativo che va oltre al vecchio ruolo del docente che da semplici “informazioni”.

La necessità di incamerare molte più nozioni rispetto al passato fa si che il ruolo dell’insegnante sia molto più completo rispetto a quello di un tempo.

Non è più sufficiente dare “informazioni” , le giovani menti hanno un disperato bisogno di ricevere “Formazione”.

In questo contesto, riportiamo qui di seguito uno stralcio di politica adottata da una delle pochissime scuole che in Italia di distinguono per questo tipo di approccio.

Sarebbe utile che diverse scuole prendessero spunto da questo genere di ricontestualizzazione della figura e dell’approccio che necessita avere il docente di oggi.

  • Il futuro di un paese, accompagnato al livello della qualità di vita dei propri cittadini, dipende in diretta misura dallo sviluppo e dalla gestione delle proprie giovani menti.
  • La fuga delle menti è un problema che va assolutamente frenato e, in seguito, rivalorizzato.

La scuola “Empedocle” con le sue 2 sedi (Messina e Catania) guida con esempio, credendo in questo genere di valori:

Il nuovo ruolo del Docente: da depositario assoluto del sapere a guida propositiva affinchè il discente diventi da semplice ricettore passivo di informazioni a costruttore attivo di conoscenza.

Abbiamo sempre pensato alla Scuola come a una “Comunità Scientifica Educante” che – come recita il Rapporto Faure dell’Unesco – ha lo scopo di promuovere la crescita dell’uomo e del cittadino attraverso l’approccio critico e scientifico alla cultura.

Spetta alla Scuola coltivare con assidua cura le facoltà intellettuali, creative e personali dell’uomo mentre ai docenti è deputato il ruolo di sviluppare rettamente la capacità di giudizio, la volontà, le ambizioni e l’affettività; promuovere il senso dei valori; favorire le giuste attitudini e i saggi comportamenti; introdurre nel patrimonio culturale acquisito dalle generazioni precedenti il sapere scientifico utile per una proiezione nel futuro; preparare per la vita professionale, stimolare il rapporto amichevole tra alunni di diversa indole e condizione, inducendoli ad aprirsi alla reciproca comprensione.

Se questa è la natura della Scuola, chi opera in essa come docente è per natura sua un “Educatore”, un formatore. Il suo compito supera di gran lunga la figura del semplice docente. In quanto Educatore, egli è chiamato a promuovere la “formazione integrale dell’uomo”. Questa comprende lo sviluppo di tutte le facoltà dell’alunno, la sua preparazione alla vita professionale, la formazione del suo senso etico e sociale, la sua educazione religiosa.

Il Docente nella Scuola “educa” la persona attraverso una modalità specifica: l’approccio critico alla cultura umanistica e scientifica.

Il Docente diventa educatore quando non si limita a presentare agli studenti una serie di valori, come contenuti astratti e meritevoli di stima, ma suscita nei discenti la libertà rispettosa degli altri, il senso della responsabilità, la sincera e continua ricerca del sapere, la critica equilibrata e serena, la solidarietà e l’altruismo, la sensibilità verso la giustizia, il senso del dovere e dell’impegno quotidiano, la coscienza di essere chiamati a diventare agenti positivi di cambiamento in una società in continua evoluzione.

La sua opera educativa tanto più sarà efficace, quanto più sarà realizzata in “équipe” con gli altri colleghi, in stretto rapporto con chi collabora a qualsiasi titolo nella scuola ma soprattutto con i genitori.

Anche noi riteniamo che solo andando oltre a tutta quelle serie di abitudini che, non solo non permettono lo sviluppo della mente dell’allievo, ma addirittura la rendono pigra e noiosa, si può costruire una nuova strada formativa.

Per approfondimenti sul metodo si consigliano questi 3 link:



Il cervello e la memoria del bambino sono come una scacchiera.

All’inizio qualunque partita è teoricamente possibile, qualunque mossa brillante è ipotizzabile.

Poi, quando si cominciano a muovere i pezzi, le combinazioni iniziali via via diminuiscono e il gioco prende a “strutturarsi” in un certo modo.

  • Se le mosse iniziali sono appropriate e l’impianto del gioco è ben sviluppato, la partita è ben avviata; ma se le mosse iniziali sono sbagliate sarà estremamente difficile risollevare le mosse del gioco.

Lo svantaggio dovuto a una cattiva impostazione sarà difficilmente recuperabile.

Nel cervello del bambino avviene qualcosa di analogo.

Durante i primi anni, le “mosse” sono quelle fatte dai genitori, dalla madre in particolare, che è la prima vera maestra.

Solo al momento dell’ingresso della scuola il cervello e la memoria verranno consegnate all’insegnante, il quale si troverà di fronte a una partita già molto avanzata con una disposizione di pezzi che finirà per determinare in buona parte il futuro andamento del gioco.

Certo, nulla è mai perso e nulla è mai vinto.

  • Però in pratica diventerà sempre più difficile cambiare le sorti della partita e recuperare il terreno perduto.

Questo esempio, sia pure in modo approssimativo, permette di capire l’importanza dei primi anni di vita, durante i quali il bambino offre la sua pasta cerebrale ancora intatta alla manipolazione di chi gli è accanto, affidandogli cosi la costruzione della sua mente.

Alla nascita tutti i bambini sono uguali, nel senso che il loro cervello è vuoto di esperienze, di idee: essi dispongono di un patrimonio genetico diverso (frutto di agganci casuali di molecole selezionati in miliardi di anni), ma la loro linea di partenza culturale è la stessa.

E’ l’unico momento della vita, del resto, in cui si trovano su un piano di uguaglianza.

  • Non importa se sono figli di un muratore o di un avvocato, di un intellettuale o di un analfabeta: dai loro genitori hanno ereditato solo i cromosomi, cioè solo un substrato biologico. Un uomo può studiare tutta la vita filosofia, oppure mungere tutto il giorno mucche, non per questo suo figlio nascerà più o meno intelligente di quanto gli consenta il suo patrimonio genetico cioè le potenzialità mentali derivanti dalla qualità delle sue cellule nervose.

La cultura non entra nei cromosomi cosi come non entra alcun altro carattere acquisito.

Nessuno nasce con la cicatrice dell’appendicite: allo stesso modo nessun bambino, nascendo, conserva traccia dei libri letti dal padre.

Vi è quindi alla nascita un’uguaglianza che si basa proprio sul vuoto pneumatico dell’intelletto, sulla mancanza assoluta di costruzioni mentali; queste verranno stimolate solo attraverso i materiali che l’ambiente metterà a disposizione del bambino.

L’ambiente dunque farà si che il cervello e la memoria dell’individuo acquisiscano quelli “optional” essenziali allo sviluppo delle risorse interne.

  • La formazione con la sua metodologia adottata sarà quindi una componente essenziale dell’ambiente che darà gli imput funzionali allo sviluppo della creatività e dell’intelligenza del singolo.

Il link

http://formazionepersonale.it/pagine_libere.asp?idtipo=2

spiega nel dettaglio i presupposti di una metodologia appropriata ad uno sviluppo del cervello e della memoria in età non più infantile.

  • “Spesso dimentico un numero di telefono mentre cerco la penna per annotarlo”
  • “E’ imbarazzante, quella persona si è appena presentata con me e io già non ricordo il suo nome
  • “ Mi capita di non riuscire a ricordare le domande di un esame che ho appena sostenuto”

Queste sono le tipiche affermazioni di chi sostiene di avere poca memoria.

Sapendo ormai dell’esistenza del rapporto che intercorre tra stress e memoria, è bene porsi alcune domande.

  • Le cause?

I pareri per quanto autorevoli sono vari.

Ricerche scientifiche e mediche prendono diverse direzioni: potrebbe essere a causa di un gene o forse a causa della mancanza di qualche proteina nel cervello. Così negli anni ’80 e ’90 andava di “moda”, se così si può dire, fare cure a base di fosforo o a base di fiumi di ginseng.
Oggi, però, neurologi e medici sono tutti d’accordo nel sostenere che non esiste alcuna terapia farmacologica (né apparecchi ) che possa migliorare la capacità di apprendimento o, in genere, la memoria. Infatti, finora, non è stata identificata nessuna sostanza che possa sviluppare la memoria.
In condizioni fisiche normali, in assenza di malattie invalidanti, l’unico modo per non dimenticare è quello di imparare a migliorare la capacità di concentrazione, per esempio evitando di distrarsi in fase di apprendimento.

  • Che ruolo ha lo stress sulla memoria?

Una ricerca condotta in Canada, ha dimostrato la diretta relazione tra le preoccupazioni quotidiane e i processi di memoria a breve termine.
Monitorando un campione di persone per 6 mesi gli scienziati hanno evidenziato che i problemi quotidiani interferiscono con la parte della funzione mnemonica necessaria per processare e immagazzinare le informazioni.

Stress e ansia si intromettono nella nostra memoria di base ( cioè quella parte che controlla la capacità di ricordare ed elaborare un’informazione mentre si svolge qualsiasi altra attività) mandando in corto circuito il cervello.
Questo processo è accentuato dal fatto che siamo tutti troppo indaffarati, facciamo di solito più di una cosa contemporaneamente, e le risorse della nostra memoria sono divise tra i vari compiti.
Le conseguenze sono le distrazioni e le dimenticanze.

Una delle tante verità in questo campo è che esistono tanti “tipi” di memoria: quella a breve e quella a lungo termine, quella visiva e quella auditiva, quella spaziale e quella emotiva, memoria semantica, memoria vitale e molte, moltissime altre ancora… a questo punto l’affermazione “Ho poca memoria” diventa del tutto generica e generalizzante.

Ognuno di noi dispone in diversa misura di tutte le memorie che la scienza finora ha classificato, con particolare predisposizione e facilità ad utilizzare ognuna di esse.

Il segreto per ora rimane uno, per evitare di compromettere l’influenza annebbiante dello stress sulla memoria, bisogna sapersi concentrare su quello che si sta leggendo, facendo o ascoltando; cominciamo con una cosa alla volta e via via allarghiamo il tiro a due, tre, quattro cose. Magari una bella musica di rilassamento è quello che ci serve!

Per avere approfondimenti metodologici e ricevere materiale informativo gratuito, si suggerisce il link sotto riportato

  • http://formazionepersonale.it/pagine/ciao.asp

Dopo aver vissuto l’era, durata per almeno 5 generazioni, nel V secolo A.C. di grandi fisosofi greci dai sofisti alla scuola di Socrate; c’è stato, a distanza di più di 20 secoli, il Rinascimento fatto di menti come Leonrdo Da Vinci, Michelangelo, Raffaello…la domanda interessante da farsi oggi può essere:

“Quale sarà la prossima epoca cosi ricca di menti brillanti?”

Che caratteristiche deve avere una società, ben organizzata per valorizzare e, ancor prima, coltivare i propri futuri “geni“?

Credo che una società di questo tipo non possa fare a meno di considerare quanto scritto tempo fa da un grande statista contemporaneo:

  • “Siamo in una società dove le menti vengono valorizzate in maniera deprimente, c’è un disperato bisogno di cervelli che permettano alla nostra società di fare un salto di qualità, è necessaria se non indispensabile una rivoluzione intellettuale, rivoluzione che dovrà, necessiterà di mettere in secondo piano le apparenze, le futilità, le superficialità. I nostri genitori in gioventù temevano le armi di distruzione di massa, Einstein sosteneva di non sapere come si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale ma era certo di come sarebbe stata la quarta guerra mondiale… con pietre e bastoni…
”

Oggi la nostra generazione non vive più la spavento dei nostri “vecchi”, non c’è più il pericolo delle armi di distruzione di massa, oggi abbiamo armi più sofisticate, sono quelle di “Distrazione di massa”, la nostra mente è bombardata dall’era di facebook, dalla cultura del tutto e subito, è l’era dell’antisbattimento.

Se una cosa non ha una bella forma e non ha un bel colore allora vuol dire che è da scartare, la complessità mentale viene scartata anzi, non viene neanche presa in considerazione.

Ci basta etichettare un qualcosa come giusto o sbagliato, come bianco o nero, perdendoci inesorabilmente nell’indifferenza che accompagna la valutazione dei colori intermedi.

Abbiamo bisogno di menti brillanti, di risvegliare coscienze esattamente come diceva Socrate… conosci te stesso… è nell’istante che aumentiamo la predisposizione alla complessità che accade qualcosa di incredibile all’interno della nostra mente….

Protremmo definirlo “innesco” al nostro istinto geniale.

Su con la testa quindi e rimaniamo vigili davanti a questa sfida

Per maggiori approfondimenti clicca su

http://formazionepersonale.it/pagine/ciao.asp

E’ ormai diventata comune la convinzione che ognuno di noi possiede delle risorse mentali difficilmente delimitabili in ordine di spazio e tempo.

Diversi scienziati nel passato più recente hanno azzardato l’ipotesi che la nostra memoria abbia una “spazialità”, una sorta di dimensione perimetrale.

La nostra memoria se comparata a quella di un computer, nonostante l’attuale tecnologia moderna abbia ridotto enormemente gli spazi dei loro “predecessori”, tale macchina occuperebbe una superficie pari a quella della Francia!

Tutti noi possediamo davvero una macchina pensante di gran lunga superiore alla nostra debole mente conscia. Il matematico John von Neumann ha calcolato che il cervello umano può immagazzinare fino a 280 quintilioni – cioè 280.000.000.000.000.000.000 – di bit di memoria.

Molti considerano questa cifra addirittura troppo cauta.

La portata della velocità di funzionamento del cervello è stata valutata dai 100 ai 100.000 teraflop (un teraflop è un trilione di flop, la misura standard della velocità dei computer).

Paragoniamo questa velocità a quella del super computer più veloce del mondo, il CM-5, che arranca alla velocità di un artritico a soli 100 Gigaflop, ovvero 100 miliardi di flop.

Questo significa 1017 flop cerebrali contro i 1011 flop del CM-5.

Pur avendo questo incredibile potere di calcolo nella nostra testa, la maggior parte di noi ha difficoltà a moltiplicare cifre di due numeri senza ricorrere ad una calcolatrice, mentre ancor meno persone riescono a portare a termine il cruciverba della Settimana Enigmistica o a ricordare cosa abbiano mangiato per cena il mercoledi precedente.

Solo i Mozart, gli Einstein e i Da Vinci – una fetta infinitamente piccola dell’umanità – sembra abbiano usato il proprio potere mentale in modo efficiente (ed è provato che non hanno usato altro che una sola frazione del proprio intelletto).

Il loro talento sembra cosi incredibile a noialtri, al punto che li consideriamo quasi come avrebbero fatto gli antichi: esseri con un dono divino, dotati di poteri apparentemente soprannaturali.

La memoria, cosi come altre risorse appartenenti al nostro “software mentale”, si può sviluppare attraverso un adeguato allenamento, rispettando alcune semplici e naturali caratteristiche che lei possiede:

  • E’ largamente dipendente dal senso della Vista
  • Funziona per associazioni
  • Dipende molto da tutto ciò che è emotivo e creativo

Basterebbe semplicemente utilizzare l’insieme di queste 3 risorse per rivoluzionare in meglio le nostre performance mnemoniche.

Ricordare un discorso da fare, il capitolo di un testo, una serie di formule, una agenda mentale e svariate altre applicazioni che possono assolutamente incrementare la nostra efficienza in termini di memoria.

Svariati seminari esistenti in tutto il territorio nazionale hanno come obiettivo il raggiungimento di questo traguardo, ad oggi quelli considerati più validi sono quelli che abbinano alla solita didattica in aula, una formazione post aula utilizzando le più aggiornate tecnologie di e-learning.

Per maggiori approfondimenti si consiglia il seguente sito

www.formazionepersonale.it

“LA PNL VIENE INSEGNATA PER CONSENTIRE UNA MIGLIORE E PIÙ ECOLOGICA

COMUNICAZIONE TRA INDIVIDUI E CON SE STESSI, PIUTTOSTO CHE COME UN’ARMA DI VENDITA E PERSUASIONE”

Perché diventare un professionista in programmazione neuro – linguistica?

Il percorso permetterà di imparare come esprimere la propria libertà emozionale, trasformare le sensazioni, comunicare al meglio con se stessi e con gli altri, raggiungere gli obiettivi che veramente vogliamo.Una delle cose peggiori che si possa sperimentare è rimpiangere le cose non fatte. Diventare un professionista in PNL significa scoprire le chiavi con cui fare molte di quelle cose che oggi ci risultano difficili o impossibili.

Diventare “practitioner in PNL” significa apprendere nuove tecniche (e soprattutto atteggiamenti mentali) per rendere la propria “vita” un posto migliore in cui vivere.

PROGRAMMA

COS’È LA PNL

Mentre pensiamo a persone eccezionali, a ciò che fanno ed ai risultati che ottengono, ci chiediamo cosa li renda così speciali. La PNL ha scoperto che ogni risultato è frutto di precisi comportamenti, strategie e pensieri che queste persone mettono in atto.

Durante il practitioner in PNL si acquisirà l’abilità di riprodurre questi elementi per ottenere i risultati desiderati.

CAPIRE E PRATICARE LA PNL

Come percepiamo la realtà. Avere più scelte a disposizione e diventare veramente liberi

“Se rapini una banca fai 20 anni. Se sei imprigionato nelle tue paure fai la vita” – Richard Bandler.

Molti uomini indossano occhiali che limitano e distorcono la visione della realtà. La PNL aiuta a cambiare le lenti e a raggiungere felicità e libertà emozionale.

IMPARARE AD “OSSERVARE OLTRE”

La calibrazione

Molti non dicono se non con il corpo. L’abilità di “osservare oltre” verrà sviluppata attraverso il continuo esercizio. Calibrare l’interlocutore significa ridurre ostacoli comunicativi e comprendere maggiormente gli altri.

Più dettagliatamente

- IL LINGUAGGIO DEL CORPO

- FISIOLOGIA E RESPIRAZIONE

- SVILUPPARE L’ACUITÀ SENSORIALE

- ESERCITAZIONI

AMPLIFICARE LE ESPERIENZE SENSORIALI

I sistemi rappresentazionali

Percepiamo il mondo attraverso i nostri cinque sensi. Diamo un significato a ciò che accade

prevalentemente utilizzando uno di questi. Per relazionarci al meglio con gli altri, dobbiamo

comunicare sul loro “canale preferito”.

Più dettagliatamente

- IL V.A.K .

- I L.E.M .

- ESERCITAZIONI

IL MONDO DELL’ALTRO

Distinguere i tipi di “ricalco” e le circostanze in cui praticarli.

Interagire efficacemente con gli altri, vuol dire imparare a “ricalcarli e guidarli”. Considerata tra le più potenti tecniche di comunicazione, il “ricalco e guida ” permette di entrare immediatamente in empatia, raggiungendo più velocemente l’obiettivo comune.

Più dettagliatamente

- IL MIRRORING PER IL “RAPPORT” IMMEDIATO

- IL RICALCO VERBALE E PARAVERBALE

- IL RICALCO EMOTIVO

- IL RICALCO CULTURALE

- ESERCITAZIONI

DUE RISULTATI IMMEDIATI CON LA PNL

Tolleranza e flessibilità in azione

Cosa potrebbe accadere se all’improvviso si diventasse più tolleranti e flessibili nei propri

comportamenti? Come migliorerebbero i nostri stati d’animo?

E se scegliessimo noi i criteri per decidere cosa ci fa arrabbiare e cosa ci fa star bene?

CONOSCERE I DUE MONDI

Il gioco delle rappresentazioni interne

Come rappresentiamo a noi stessi ciò che è accaduto, determina, in parte, le cose che temiamo e i risultati che otterremo. Diventare consapevoli di quali “programmi televisivi” proiettiamo nel nostro “schermo interiore” ed avere l’abilità di cambiarli è una delle strategie più utili da possedere.

LA FELICITA’ A PORTATA DI MANO

Cambiare gli stati interiori cambiando le sotto-modalità

Uno dei paradigmi della PNL è che se siamo in uno stato d’animo potenziante, faremo una serie di scelte valide. Mentre molti continueranno ad essere convinti che vivere stati d’animo positivi sia il prodotto di ciò che accade, altri diventeranno consapevoli che ciò che accade è il prodotto dello stato d’animo con il quale prendiamo le decisioni nella nostra vita.

Più dettagliatamente

- GESTIRE LE RAPPRESENTAZIONI INTERNE

- TECNICA SWISH

- IL CAMBIO DI SOTTO – MODALITÀ

- ESERCITAZIONI

LA PERCEZIONE DEL NOSTRO TEMPO PUO’ FARE LA DIFFERENZA

La Timeline per utilizzare al meglio le proprie risorse

Ognuno di noi ha una linea immaginaria sulla quale posiziona gli eventi passati, quelli presenti e quelli futuri. La PNL ha scoperto che gli individui di successo hanno delle precise rappresentazioni su punti precisi della “linea del tempo”.

Riconoscere e gestire la propria Timeline vuol dire recuperare risorse che si pensa di aver perso (o di non aver mai avuto) e vivere in maniera potenziante il proprio rapporto con gli obiettivi futuri.

Più dettagliatamente

- COSTRUIRE UNA LINEA DEL TEMPO POTENZIANTE

- RECUPERARE LE RISORSE DEL PASSATO

- SUPERARE I BLOCCHI EMOTIVI

- IL RICALCO SUL FUTURO

- ESERCITAZIONI

UN  MODELLO LINGUISTICO DI “PRECISIONE”

Il metamodello: quando usarlo e perché

Uno dei motivi principali dell’incomprensione tra persone è pensare che due individui che vivono la stessa esperienza gli diano un significato identico.

Il metamodello è considerato uno strumento linguistico di precisione perché il suo utilizzo permette di comprendere il nostro mondo e quello dell’altro, dando la possibilità di recuperare la parte mancante dell’esperienza vissuta per avere più scelte, più alternative di pensiero e anche di comportamento.

Più dettagliatamente

- STRUTTURA PROFONDA E STRUTTURA SUPERFICIALE

- GENERALIZZAZIONI, CANCELLAZIONI E DISTORSIONI

- VIOLAZIONI DEL MODELLO

- ARRICCHIMENTO DELLA MAPPA E NUOVE SCELTE

- ESERCITAZIONI

UTILIZZARE IL LINGUAGGIO PERSUASIVO

Il Milton Model

Milton Erickson è stato il più grande ipnoterapeuta mai esistito al mondo. Osservando le sue strategie la PNL ha scoperto un modello linguistico particolarmente efficace, da qui il Milton Model. Questa “abilità linguistica” è utilizzata frequentemente, a livello inconscio, dai pubblicitari, dai comunicatori efficaci e da chiunque risulti essere convincente agli occhi altrui. Imparare ad usare questo linguaggio permetterà di evitare inspiegabili attrazioni manipolative e di ottenere una marcia in più nella propria comunicazione.

Più dettagliatamente

- IL LINGUAGGIO ERICKSONIANO

- I COMANDI E LE DOMANDE NASCOSTE

- ESERCITAZIONI

L’UOMO RAGGIUNGE IL SUCCESSO QUANDO I LIVELLI SONO ALLINEATI

I livelli neuro-logici di Robert Dilts

Robert Dilts è uno dei più attivi ricercatori in PNL. Tra i suoi contributi il modello dei “livelli neurologici” ha radicalmente modificato l’approccio dell’individuo al cambiamento. Fondamentale il processo di allineamento di identità, valori, credenze, abilità e comportamenti. Questo modello permette di focalizzare le energie e di aumentare sensibilmente la percentuale di raggiungimento degli obiettivi e allo stesso tempo l’ecologia verso se stessi.

VALORI

Alcune esperienze valgono molto più di altre. Ci fanno stare meglio, ci danno gioia. Quando scopriamo che per noi sono cose che contano siamo disposti a tutto pur di ottenerle. Nella nostra vita raggiungiamo grandi risultati quando siamo consapevoli dei valori che muovono la nostra energia ed i nostri comportamenti.

CRITE R I

I criteri sono le regole che ci siamo imposti, inconsciamente, per vedere soddisfatti i nostri valori… ma queste stesse regole, dopo averle scoperte ed attraverso uno specifico processo, possono essere cambiate permettendoci maggiore flessibilità e soddisfazione.

CREDENZE

Ciò che crediamo essere vero determina ciò di cui siamo capaci. Quando i risultati sono improduttivi bisognerebbe volgere uno sguardo alle credenze che li hanno generati. L’inconsapevolezza di ciò in cui crediamo, fa comportare alcune persone sempre allo stesso modo facendogli ottenere sempre gli stessi risultati.

Più dettagliatamente

- I LIVELLI NEURO-LOGICI

- ALLINEAMENTO DEI LIVELLI

- L’ECOLOGIA NELLA PROPRIA VITA

- CONVINZIONI POTENZIANTI E LIMITANTI

- LA CREDENZA FULCRO

- ESERCITAZIONI

COME MOTIVARSI E MOTIVARE GLI ALTRI

Estrarre, installare ed utilizzare gli ancoraggi

La PNL ha dedicato parte delle sue ricerche a scoprire nuovi sistemi motivazionali. Motivazione vuole dire anche porsi nello stato funzionale all’esperienza che stiamo per vivere. Con gli ancoraggi si impara a richiamare stati risorsa: di sicurezza per affrontare prove difficili, di energia per coinvolgere e motivare gli altri… e molto altro ancora.

Più dettagliatamente

- I DIVERSI TIPI DI ANCORE

- STATI RISORSA

- APPLICAZIONE DELLE ANCORE

- ESERCITAZIONI

La comunicazione efficace non è più una didattica da proporre a gruppi esclusivi o da “elite”, si propone come obiettivo quello di avere una ricaduta nella propria vita, nel lavoro e soprattutto nel sociale.